I cinque giocatori più odiati dall’arbitro Clattenburg

Dopo essere stato tra i più importanti arbitri del calcio inglese, Mark Clattenburg è oggi ormai in pensione. In carriera, il fischietto inglese ha arbitrato tanti campioni passati per il calcio europeo e, come tutti i direttori di gara, ha vissuto momenti di alti e bassi nei rapporti con i giocatori. Un arbitro in realtà molto controverso, spesso accusato di avere avuto atteggiamenti e fatto dichiarazioni piuttosto offensive verso i calciatori, ma che ha vissuto comunque un percorso di grandissimo livello, con il culmine che è stato raggiunto con la finale di Champions League a Milano tra Real Madrid e Atletico Madrid.

Anche a carriera finita, gli arbitri tendenzialmente non fanno grandi rivelazioni riguardo i rapporti avuti in mezzo al campo (si pensi a Rizzoli, a cui più di una volta è stato domandato di individuare il giocatore con cui ha avuto maggiori situazioni di scontro). Ma Clattenburg ha preso anche stavolta una strada diversa e in un’intervista al Daily Mail si è lasciato andare, individuando i cinque giocatori più “antipatici” con cui ha avuto a che fare in carriera.

1) Craig Bellamy

L’episodio di scontro con l’attaccante gallese avvenne nel dicembre 2009, durante un Bolton-Manchester City: dopo essere stato ammonito per proteste (ma per ammissione di Clattenburg, poteva essere anche rosso per la gravità del linguaggio), Bellamy fu espulso per somma di ammonizioni per una presunta simulazione in area, anche se i replay confermeranno poi l’esistenza del fallo. Un errore, a detta di Clattenburg, dovuto anche a un fattore mentale, perché la reputazione di Bellamy verso gli arbitri era tutt’altro che positiva, facendogli così perdere il beneficio del dubbio.

L’arbitro, però, commise l’errore di commentare con un membro dello staff del Manchester City all’intervallo gli atteggiamenti del gallese (“Come fate a sopportarlo ogni settimana?”) e la notizia finì per circolare anche all’esterno. Clattenburg lo ha definito “un incubo da arbitrare, per molti di noi. Ti avrebbe ringhiato addosso e messo le mani intorno, scontrandosi costantemente con te. Il suo linguaggio era terribile, semplicemente maleducato”.

2) Roy Keane

Roy Keane non è stato mai particolarmente amato dagli arbitri. Un vero combattente in mezzo al campo, ma con un carattere difficile da gestire, come testimoniato da compagni e avversari negli anni, che spesso lo ha portato ad adottare comportamenti molto rudi, prendendo di mira specifici avversari (si pensi alla sua rivalità con Vieira). Anche Clattenburg condivideva questa visione, tanto da sostenere che avesse la tendenza a “bullizzare” gli arbitri, anche soltanto per mettere pressione.

L’ormai ex fischietto inglese però ha ammesso che negli ultimi anni si è ritrovato a condividere anche bei momenti con il centrocampista irlandese, che fuori dal campo e soprattutto nei programmi televisivi in cui ha lavorato, si è sempre dimostrato ben più gentile.

3) Jens Lehmann

Anche l’ex portiere dell’Arsenal non ha certamente goduto in carriera di un’ottima reputazione tra i direttori di gara inglesi. Clattenburg lo descrive come un polemico costante in campo, a prescindere da qualsiasi cosa possa succedere. E un carattere così aggressivo e impulsivo è stato effettivamente tra i limiti di un ottimo portiere, fin troppo facile da provocare in area spingendolo a compiere reazioni brusche e fin troppo evidenti. Gesti che, con l’ausilio della tecnologia, oggi gli sarebbero potuti costare molto più caro in termini di provvedimenti tecnici e disciplinari.

4) Pepe

Anche su Pepe, gli arbitri internazionali sembrano trovarsi complessivamente d’accordo su quanto sia complicato a volte dirigerlo. Un giocatore di cui “non ci si può fidare, una partita potrebbe essere semplice e andare liscia e lui potrebbe fare all’improvviso qualcosa da furbo”. Tra l’altro, è diventata nota in tutto il mondo la reazione di Clattenburg nella finale di Champions League quando cominciò a fare una strana smorfia con la lingua, mentre il difensore portoghese si rotolava a terra per un presunto fallo.

5) John Obi Mikel

La scelta di John Obi Mikel in questa classifica è legata a uno degli episodi più controversi della carriera di Clattenburg. Alla fine di un Chelsea-Manchester United del 2012, i giocatori Blues protestarono ampiamente verso l’arbitro, finendo addirittura per accusarlo di aver rivolto epiteti razzisti a Mikel appunto e al compagno di squadra Mata.

Un’accusa che, dopo essere stata inoltrata alla FA, cadrà nel vuoto per mancanza di prove, con il centrocampista nigeriano che sarà squalificato anche per 3 giornate proprio per proteste. Ma Clattenburg racconta sconsolato che ciò che lo ha ferito maggiormente è stata una successiva presentazione di scuse: “Altri giocatori del Chelsea si sono scusati dopo quell’episodio, ma non Mikel. Ha avuto l’occasione per farlo durante un’amichevole della Nigeria negli Stati Uniti e avrei accolto le sue scuse, ma niente, purtroppo.”

 

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.