Ciccio Caputo e la spontaneità del suo gesto

Un messaggio criptico, mostrato in diretta TV, può davvero scuotere le coscienze? Basta davvero questo gesto per far capire agli italiani la gravità della situazione? Sicuramente no. Ma è comunque un gesto bello, distensivo, spontaneo. Lui, che è abituato a esultare portandosi la mano vicina alla bocca, con pollice e mignolo distesi per stilizzare una bottiglia di birra, stavolta ha gioito diversamente. Si è diretto verso la telecamera e ha mostrato un foglio bianco, sul quale campeggiava la scritta “Andrà tutto bene. Restate a casa”.

Ciccio Caputo è così. Genuino e passionale. Il classico giocatore che ti trasmette automaticamente simpatia. Anche se non tifi per il Sassuolo o non hai tifato per l’Empoli. Perché attaccanti come lui, che arrivano in Serie A a più di trent’anni e segnano 29 gol in un anno e mezzo, non possono rimanere indifferenti. Il gol è nel loro DNA, si vede. Ma diventano idoli perché sono gli antieroi di un calcio sempre più esotico e sempre meno romantico. E il loro status di “bomber di provincia” non fa altro che accrescere l’ammirazione nei loro confronti.

E il gesto di ieri, assolutamente puro e spontaneo, promuove ancora di più Ciccio Caputo nell’immaginario collettivo. In un momento così drammatico le sue parole sono state un conforto, seppur momentaneo. Di quella frase semplice ma allo stesso tempo rassicurante se ne sta parlando tanto. Molti storceranno la bocca, diranno che è inutile. E invece è giusto tributargli un certo peso, perché in questo contesto può servire tutto. Per battere la paura e la preoccupazione può servire anche l’opinione di un bomber di provincia. Ce ne fossero dieci, cento, mille, di Francesco Caputo.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.