Ligue 1 con il fiato sospeso, il TriPipa incanta Marsiglia! Lione stregata da Bruno Guimaraes

Il campo, un po’ dappertutto, sta lasciando spazio ad altro, come giusto e logico che sia. L’emergenza sanitaria legata al diffondersi dell’infezione coronavirus COVID-19 sta portando a discussioni e a possibili contromisure legate allo svolgimento delle prossime giornate di Ligue 1, con un ventaglio di possibilità piuttosto ampio, dalle più che gettonate porte chiuse al rinvio/slittamento dell’intero torneo. Un torneo che il PSG ha messo in pausa da tempo (il 4-0 sul Digione è stato qualcosa più di un esercizio stilistico), un modo in cui Tuchel affina le armi a disposizione in vista di quell’appuntamento cerchiato sul calendario da due mesi, il ritorno di Champions contro il Borussia Dortmund, un rendez vous in cui tutti, dal tecnico in giù, hanno qualcosa, futuro compreso, da giocarsi. Tutto, tranne il primato in campionato: il +13 sulla seconda in classifica è un’assicurazione non indifferente sul settimo titolo negli ultimi otto anni.

TRIPIPA, E POI? – Tre tiri in porta, tre gol. La faccia felice del Marsiglia non può che essere quella del Pipa, al secolo Dario Benedetto. La sua tripletta ha regalato il successo all’OM in casa del pericolante Nimes. Un tris che ha messo in mostra la completezza dell’ex attaccante del Boca Juniors, ancora una volta decisivo lontano dal Velodrome, pallonetto compreso. In attesa di ritrovare Flo Thauvin (possibile rientro già ad Amiens, nel weekend), Villas-Boas si coccola un bomber fondamentale nella rincorsa a quella Champions che a Marsiglia aspettano da anni e a cui, proprio in quest’ottica, andrà affiancato un altro delantero di livello internazionale, senza togliere nulla a Germain. Anche in questo senso vanno lette le voci che vorrebbero un ritorno sotto Notre-Dame de la Garde di Michy Batshuayi, usato sicuro vista la prolifica esperienza in maglia OM e mai in grado di ripetere altrove quanto di buono fatto vedere in Ligue 1. Con undici punti di vantaggio sul quarto posto, scongiuri a parte, è logico pensare a come affrontare il futuro prossimo, provando a confermare quanto di buono l’AVB 1.0 ha portato in dote.

UNO A OUNAS – “Non bisognerebbe mai ritornare”, oppure sì. Oppure farlo in grande stile come Adam Ounas ha saputo fare a Bordeaux, lui, cuore girondino che al Matmut Atlantique aveva evidenziato lampi da stellina mai del tutto confermati durante l’esperienza napoletana. A Nizza, con la maglia rossonera, sembra aver ritrovato, in questa stagione, parte di quella polvere di talento, mai del tutto svanita e soprattutto sembra averci unito quella fondamentale componente di continuità: nell’1-1 in Gironda ha colpito una traversa e regalato a Les Aiglons il pareggio dopo l’iniziale vantaggio di de Preville, abbastanza per lasciare rimpianti e sconforto negli occhi di chi, da quelle parti, l’ha visto crescere e che, ad un certo punto, in estate, aveva fortemente sperato in un suo ritorno per lenire le ferite da Serie A.

BRUNO O’LIONE – Pronti, via, la Juventus, “sempre lì, lì nel mezzo”. Bene, bravo, bis. Nel Derby, quello vero, contro un Saint-Étienne in enorme difficoltà, ma comunque sempre il Saint-Étienne e sempre il Derby (2-0 il finale, doppietta di Dembélé). La Ligue 1 e il Lione hanno scoperto Bruno Guimaraes, dal Brasile di dubbi ne avevano pochi, Juninho in primis. Due prestazione all around, sostanza e qualità, geometrie e aiuto nelle due fasi, roba da stropicciarsi gli occhi. Lui che, un po’ à la Depay, si era presentato ai tifosi dell’OL mostrando un tatuaggio leonino sul braccio destro e diventando immediatamente un idolo, componente da non sottovalutare nel difficile processo di riappacificazione tra squadra e tifosi, nel mezzo di una stagione complicata, che vede la banda Garcia ancora teoricamente in lotta su quattro fronti (PSG avversario sia in finale di Coupe de la Ligue che in semifinale di Coupe de France, Juventus in Champions e quinto posto in Ligue 1 a -7 dal podio).

DUELLO AL NORD – Il duello di certo più interessante in questo finale di stagione è senza dubbio quello per il terzo posto, quello capace di regalare un pass Champions. Rennes 47 punti, Lille 46, roba da approntare calcolatrici e preventivare su calendari di qui alla fine, con undici giornate ancora da disputare. Proprio uno dei simboli del recente passato bretone, Benjamin Andrè, ha regalato al Lille il blitz (1-0) alla Beaujoire contro il Nantes, mentre il Rennes (2-0, Bourigeaud, Maouassa) passeggiava sui resti di un Tolosa in totale disarmo (un pareggio e diciassette sconfitte nelle ultime diciotto giornate, ultimo posto in classifica ed una Ligue 2 prossima ventura ormai metabolizzata). Il doppio scontro diretto premia i Dogues (1-0 al Mauroy, 1-1 in Bretagna), la sensazione è che la strada per il Paradiso, pardon Champions, sia lunga e lastricata di trappole.

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Giornalista sportivo oltrepadano per vocazione e bolognese d’adozione, folgorato sulla via di Parigi, con l’Argentina nel cuore e George Best sul comodino. Telecronista DAZN ed Eurosport, ex Premium Sport, parla spesso di Ligue 1, in radio o in tv, ovunque tranne che nel sonno. Dicono di lui: “Grande professionista, poi ha cominciato a mangiare ragù…”