La Roma rialza la testa, e riapre la lotta al quarto posto

Un passo in avanti sul campo, tre preziosissimi passi avanti in classifica; dopo tre inopinate sconfitte in Campionato, e un poco convincente successo in Europa, la Roma di Fonseca torna a sorridere regalandosi un perentorio 4-0 al Lecce di Fabio Liverani, arrivato all’Olimpico sull’onda dei tre roboanti successi consecutivi ma costretto a una brusca frenata dai Capitolini.

In avvio all’Olimpico il proscenio se lo prende tutto la Roma, che mette sul prato verde rabbia e furia agonistica quasi mai di casa da queste parti nell’anno nuovo travolgendo un Lecce forse sorpreso, ma comunque incapace di opporre resistenza ai Capitolini. Pellegrini dopo sette minuti ha già una capitale occasione per fare 1-0 ma la sciupa, contrariamente a quanto fa Ünder imbeccato da Mkhitaryan. Il Lecce ha il merito e la colpa di non voler rinunciare a una costruzione che parta dal basso, ma la pressione dei locali non permette quasi mai il desiderato sviluppo della manovra ai salentini; i pugliesi sono infatti pericolosi solamente quando è Bruno Peres a lanciare involontariamente Majer, murato da Smalling al momento della conclusione. Al contrario, la confidenza che gli ospiti prendono con la gara porta gli stessi ad allungarsi oltremodo sul prato verde dell’Olimpico, permettendo alla Roma di trovare al 37’ un contropiede ottimamente orchestrato da Džeko e finalizzato da Mkhitaryan che regala alla Roma un doppio vantaggio al retrogusto di sentenza sul match. Nel secondo tempo al Lecce non manca la volontà di riaprire la contesa, ma il gol lo trova Džeko che a venti minuti dal termine chiude virtualmente la contesa; nemmeno fortunati i salentini, frenati dal palo su bel tiro di Lapadula prima che Kolarov fissi il 4-0 finale.

Con il match-winner di Coppa, Carles Pérez, in campo solamente nell’ultima mezzora, l’uomo in più della Roma è un Henrix Mkhitaryan protagonista della sua miglior partita in maglia giallorossa: ispirato sin dai primi minuti, il fantasista armeno favorisce il gol di Ünder e con un ottimo inserimento referta il raddoppio, rivelandosi anche tra le fonti di gioco più ricercate dai compagni quando il Lecce “soffoca” Jordan Veretout. Ottimo nel primo tempo, l’armeno si fa apprezzare anche quando nel secondo tempo Fonseca lo piazza al posto di Pellegrini unica vera nota stonata del pomeriggio dei Capitolini; il recupero del numero sette diventa uno degli obiettivi prioritari del tecnico della Roma, che però non può non tenere in cantiere delle alternative. Detto di Mkhitaryan, spesso in carriera impegnato in quella posizione di campo, le caratteristiche di Edin Džeko (speso ad agire da regista offensivo sulla trequarti romanista) e il recupero di Nikola Kalinić aggiungono potenzialmente alla faretra di Fonseca anche una soluzione con il bosniaco e il croato in campo contemporaneamente.

Il Lecce di Liverani è tradito dal veemente avvio dei padroni di casa, e dal grigio pomeriggio di alcuni dei suoi uomini cardine: è infatti Petriccione a perdere malamente il pallone che porta al vantaggio della Roma, mentre di Mancosu si hanno tracce solamente nel secondo tempo, quando però il numero otto dei salentini vanifica con delle scelte sbagliate alcune interessanti transizioni ospiti dalle parti di Pau López. Nel secondo tempo, anche in virtù della decelerazione romanista, i ragazzi di Liverani tentano di riaprire una contesa che però il 3-0 di Džeko chiude virtualmente con venti minuti di anticipo; il brutto rovescio di Roma non deve però demoralizzare un gruppo capace di una splendida rimonta in questo inizio di 2020, che però vedrà chiamati i salentini nel prossimo turno a un improbo impegno di Campionato, contro la scatenata Atalanta di Gasperini.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.