MERAVIGLIOSA

Quattro-a-uno. Sì, proprio così: l’Atalanta ha superato il Valencia nell’andata degli ottavi di finale di Champions League, e gli ha infilato quattro gol. A San Siro.
“4-1 dell’Atalanta al Valencia, a San Siro”. Tutto vero, eh. Non è né Football Manager, né la modalità carriera di Fifa 20, neanche lo storico PC Calcio. È una meravigliosa realtà.

Sarà che giocare alla Scala del Calcio dà quel brivido in più, sarà che quel campo, quello stadio, quella storia che si respira calcando quel prato, dona ancor più spinta, sarà semplicemente che l’Atalanta sta diventando matura, ma il risultato che matura a San Siro è da applausi. Signore e signori, ribadiamolo: ottavi di finale, Atalanta-Valencia 4-1. Da strabuzzare gli occhi. Una vittoria clamorosa, un poker che vuol dire orgoglio e perfino una buona fetta di storia, perché sì, c’è un ritorno da giocare al Mestalla, ma negli occhi c’è e resterà, ancora per tanto, la forza di una Dea che ha deciso di vincerla, a modo suo, questa sfida d’andata. E va bene anche quell’ingenutià finale che dà una flebile speranza al Valencia, ma non sarebbe Atalanta altrimenti: bella e devastante, spontanea, verticale, incisiva, VERA.

Erano più di 40.000 a San Siro: praticamente un terzo di Bergamo a Milano a tifare nerazzurro, in una serata che fossimo in un gioco di ruolo sarebbe valsa tanti +1 nella barra dell’esperienza. Ma non è chiusa, ovviamente. C’è il ritorno al Mestalla, e la Champions genera insidie sempre. Nulla è certo, nulla è ufficiale se parliamo di passaggio del turno. Per adesso Gasperini sorride d’orgoglio e di felicità, ma lo sa che tutto è ancora da fare.

Una Dea meravigliosa a San Siro, e per ora è bellissimo così.
Ma magari, chi lo sa, il meglio, deve ancora venire.

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Ex arbitro FIGC, commentatore tecnico per Premium Sport, un passato a Sportitalia TV. Opinionista e giornalista in Tv in Italia, Brasile e Portogallo.