Chi sono gli otto calciatori citati da Ekdal che hanno fatto coming out

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Il discorso registrato dal centrocampista della Sampdoria Albin Ekdal in occasione del convegno del Parlamento Europeo “Sport vs Omophobia: a must-win game” ha sortito l’effetto sperato, finendo per essere diffuso in tutta Italia ed Europa. Le forti e coraggiose parole del giocatore svedese hanno colpito nel segno, facendo nuovamente luce su una questione che continua a persistere nella sua drammaticità, influenza le vite di numerosi sportivi, ma che continua a essere latente, ignorata, come se non esistesse: la difficoltà incontrata nel poter dichiarare la propria omosessualità nel mondo del calcio.

Un tabù che si sta provando a sfatare in tanti ambiti a livello sociale e lavorativo, ma certamente non in quello sportivo, in cui la paura di poter rendere noto il proprio orientamento sessuale tende a prevalere, spesso per salvaguardare persino la propria carriera. Un’ingiustizia profonda a cui ancora oggi, anno domini 2020, non si riesce a dare una risposta, se non con banalità e atteggiamenti che certo non aiutano chi deve affrontare un’opinione pubblica carica di pregiudizi, sullo stile del “sono gay? Problemi loro” di Cassaniana memoria.

Nel suo discorso, Ekdal ha ricordato che al momento soltanto otto calciatori hanno avuto il coraggio di infrangere questo muro di silenzio, rivelando il proprio orientamento. Non ha fatto i nomi, ma abbiamo voluto ricordarli noi (a cui ne sono risultati in realtà nove), perché il loro gesto non resti dimenticato e le loro storie, a volte anche tragiche, diventino un modello per coloro che hanno ancora paura, ma che sognano un profondo cambiamento.

Thomas Hitzlsperger

In questo elenco, il nome più celebre è senza dubbio quello dell’ex centrocampista della Lazio Thomas Hitzlsperger, che in carriera ha potuto vestire per tanti anni maglie anche prestigiose come quelle di Aston Villa, Stoccarda, West Ham, Wolfsburg ed Everton, oltre ad aver giocato più di 50 partite con la Nazionale tedesca. Proprio qualche mese dopo il suo ritiro dal calcio giocato nel 2013, il giocatore si è espressamente dichiarato, diventando il più importante calciatore a dichiarare la propria omosessualità. Ma fui lui per primo ad ammettere le difficoltà nel rivelare l’orientamento sessuale quando ancora era nel pieno della carriera: “Immaginatevi i discorsi in uno spogliatoio, e certe battute sull’omosessualità. Anche questo ti impedisce di fare coming out, la paura della reazione dei tuoi compagni”. Oggi, Hitzlsperger è il direttore sportivo dello Stoccarda.

Justin Fashanu

Alcune storie, però, sono state ben più tragiche. La più drammatica è senza dubbio quella di Justin Fashanu, il primo calciatore a essersi dichiararsi gay, rivelando in un’intervista nel 1990 il proprio orientamento sessuale. Il ragazzo era stato un astro nascente del calcio inglese e sperava che questo gesto avrebbe incoraggiato anche altre celebrità, soprattutto quelle provenienti dal mondo del calcio, a seguire la sua coraggiosa dichiarazione. E, invece, le sue parole sortirono l’effetto esattamente contrario: rinnegato pubblicamente dal fratello John e dalla comunità nera britannica, fino a essere insultato da Brian Clough, il ragazzo vide crollare la propria carriera, finendo per essere esiliato in Scozia, Svezia e Stati Uniti. Ed è proprio negli States che finirà per essere accusato di aver narcotizzato un altro ragazzo per violentarlo mentre era incosciente. Un’accusa da cui provò solo in parte a difendersi, per poi farsi ritrovare impiccato in un garage a Londra il 3 maggio 1998, convinto che sarebbe stato ingiustamente giudicato colpevole di aver abusato il ragazzo, come scrisse nel tragico biglietto d’addio.

Robbie Rogers

Tante storie sono arrivate direttamente dagli Stati Uniti. È stato il caso dell’ex centrocampista di Columbus Crew e Los Angeles Galaxy Robbie Rogers, che annunciò la propria omosessualità nel 2013 contemporaneamente al ritiro dall’attività agonistica e oggi è sposato con il regista Greg Berlanti, con cui ha avuto anche un figlio tramite maternità surrogata.

David Testo

David Testo, ex Montreal Impact, è stato il primo calciatore americano a dichiararsi omosessuale, anche lui al termine della sua carriera, nel 2011 attraverso Radio Canada. Un’ammissione di cui, in realtà, erano già a conoscenza la famiglia, amici, compagni e l’agente e che pertanto non creò particolare stupore. Oggi è membro di You Can Play, la campagna dedicata alla lotta all’omofobia negli sport.

Matt Pacifici

Ex portiere classe 1993, Pacifici si era distinto soprattutto a livello giovanile e del college con Wake Forest e Davidson. Nel marzo 2016 firmò co il Columbus Crew dopo un periodo trascorso ad allenarsi con la squadra, ma la sua carriera è durata ben poco: a causa di uno scontro, l’estremo difensore è stato costretto a ritirarsi dopo che i medici gli avevano diagnosticato una sindrome da tachicardia postulare ortostatica. Nel gennaio 2019, attraverso il proprio profilo Instagram, ha dichiarato la propria omosessualità pubblicando la foto con il compagno.

Olivier Rouyer

Rouyer, attaccante classe 1955 ed ex allenatore, ha vissuto una carriera intera senza mai rivelare la propria omosessualità, avvenuta soltanto nel 2008, ben 18 anni dopo il ritiro dal calcio giocato e 9 anni dopo la fine delle esperienze sulle panchina di Nancy e Sion. Una scelta presa probabilmente per non rischiare di veder “rovinare” la propria immagine, considerando che ha vestito maglie prestigiose come quelle di Nancy, Strasburgo e Lione, oltre ad aver disputato 17 partite con la Nazionale francese, con cui ha anche partecipato al Mondiale del 1978 in Argentina. In realtà, lo stesso Router ha dichiarato che proprio il suo orientamento sessuale sarebbe stato decisivo per il suo esonero al Nancy nel 1994. Dopo aver partecipato anche a delle elezioni municipali nel 2008 a Saint-Max, oggi lavora come commentatore sportivo.

Collin Martin

Martin è uno dei tre calciatori gay pubblicamente dichiarati a essere ancora in attività. Classe ’94, il centrocampista attualmente è senza squadra, dopo che l’Hartford ha interrotto il prestito dal Minnesota United lo scorso 30 novembre, finendo poi per essere svincolato all’inizio di quest’anno. La sua dichiarazione di omosessualità risale però addirittura al giugno 2018, senza aver avuto particolari problemi in termini di carriera.

Anton Hysén

Anche Hysén, difensore classe 1990, è ancora in attività e milita attualmente nel Torslanda IK, nella seconda serie svedese. Il suo coming-out risale addirittura al Marzo 2011, in occasione di un’intervista su Offside, ma il suo coraggio fu applaudito anche da altre fonti inglesi come Daily Mail e BBC (che lo definì “a global one-off”).

Andy Brennan

L’australiano Brenna è l’ultimo calciatore dichiaratamente omosessuale ancora in attività. Oggi milita, come attaccante ed esterno, per il Green Gully, ma ha vestito in passato anche maglie più o meno importanti nel suo Paese come quella dei Newcastle Jets. Il giocatore si è dichiarato nel maggio 2019, in un’intervista all’Herald Sun, diventando il primo calciatore australiano ad aver fatto coming-out.

 

 

Francesco Moria
Francesco Moria
Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.

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