Il 2019 dell’Italbici – P…come Pozzovivo

12 agosto 2019. Se si vuole descrivere la stagione appena trascorsa di Domenico Pozzovivo, non si può non partire da questa data. Giorno in cui lo sport italiano, e in particolare il ciclismo, hanno fortemente rischiato di veder replicata la tragedia che nella primavera del 2017 portò via agli affetti dei suoi cari e di tutti gli appassionati del mondo delle due ruote il compianto Michele Scarponi.

Quel giorno, Domenico si stava allenando duramente. La Vuelta a España stava chiamando e Pozzovivo l’indomani sarebbe partito per l’Etna dove avrebbe trovato i compagni di squadra della Bahrain-Merida che gli avrebbero fatto da “scudieri” sulle strade di Spagna. Invece, a Dipignano, provincia di Cosenza, quel 12 agosto 2019 succede il patatrac. Un ragazzo di poco più di 18 anni, neopatentato, lo investe. Pozzovivo sfonda con il proprio corpo il parabrezza e il finestrino dell’automobile. Il corridore lucano viene portato all’ospedale di Cosenza e la diagnosi è spietata: diverse fratture. Quella alla tibia e al perone viene subito ridotta chirurgicamente, ma quella che lascia molti interrogativi riguarda il gomito.

La frattura in quella precisa posizione è pluriframmentata, difficile da trattare. Pozzovivo, però, riesce a essere trasportato a Lugano. E qui, ben otto interventi chirurgici sono necessari per riuscire a salvare l’arto. Domenico Pozzovivo è “salvo” come persona. E come corridore? La Bahrain-Merida, tenuto conto di questo grave infortunio e dell’età (Pozzovivo ha compiuto 37 anni il 30 novembre scorso), dimostra subito di non fidarsi e lo appieda, non rinnovandogli il contratto. Una scelta dove non viene ponderata l’ottima prima parte di stagione, nella quale Pozzovivo ha contribuito alla grandissima alla conquista del secondo posto finale del capitano Vincenzo Nibali al Giro d’Italia e dove si è piazzato settimo al Tour de Suisse, corso in appoggio all’australiano Rohan Dennis e dove ha sfiorato il successo nella frazione con arrivo in salita sul San Gottardo, terminando al secondo posto la propria fatica arrendendosi solo al colombiano del Team Ineos Egan Bernal, poi vincitore della corsa elvetica (e il mese dopo anche del Tour de France).

Insomma, i risultati sportivi della prima stagione da quasi gregariato totale di Pozzovivo fino al momento dell’incidente sono stati assolutamente soddisfacenti. E lo sa la NTT, la formazione che ha dato fiducia al lucano, con un contratto per il 2020 e anche per il 2021. Due anni dove, diciamolo chiaramente, per una serie di motivazioni sarà quasi impossibile vedere il lucano competitivo ad altissimi livelli. Ma questo, ora come ora, è un aspetto secondario. Fondamentale, invece, poterlo ammirare in gruppo. Un elemento della sua esperienza farà ancora comodo a questo mondo.

 

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.