Gioie e dolori sulla neve: cadono de Aliprandini e Pellegrino, buon podio per la Delago

Sabato tra cadute e piazzamenti per l’Italia sportiva. De Aliprandini chiude la prima manche ad Adelboden al primo posto davanti a Borsotti, ma scivola nella seconda lasciando la vittoria a Kranjec. Nella discesa libera femminile di Altenmarkt Nicol Delago è seconda dietro la svizzera Suter. Nella sprint di sci nordico di Dresda l’aostano Federico Pellegrino viene fatto cadere nei quarti e non si qualifica per il turno successivo.

Un sabato agrodolce per gli atleti azzurri impegnati nelle varie discipline degli sport invernali. Una giornata potenzialmente da prima pagina dei quotidiani sportivo, che ha finito per lasciare un pizzico di amarezza ai tifosi nostrani. Due cadute, quelle di de Alidrandini e di Federico Pellegrino, a cui fortunatamente fa da contraltare l’ottima prestazione delle sciatrici italiane.

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È meglio però andare con ordine e partire da quanto è accaduto nello slalom gigante di Adelboden, uno dei più tradizionali del calendario della Coppa del Mondo di sci alpino. Al termine della prima manche c’era modo di sognare con ben due italiani a occupare le prime posizioni: Luca de Aliprandini e Giovanni Borsotti. Un’accoppiata sorprendente, imprevedibile alla vigilia e soprattutto assente da tanto nelle statistiche della nostra squadra; la seconda manche però si preannunciava difficile sia per le condizioni che per i limitati distacchi tra i primi in classifica. Timori purtroppo rispettati in gara: l’orario non proprio congeniale, la fatica e la poca luce lungo il tracciato hanno finito per frenare alcuni dei protagonisti della mattinata come il canadese Erik Read, giunto con oltre tre secondi di ritardo, lo svizzero Meillard, il francese Mathieu Faivre terminato comunque tra i primi dieci e lo stesso Borsotti, che ha preferito la prudenza e un piazzamento al 14° posto decisamente importante visto il pettorale alto in partenza.

Per vincere serviva azzardare e tirare fuori più cattiveria possibile, ciò che hanno fatto Kranjec e Zubcic, sangue slavo nelle vene e tanta voglia di aggredire il tracciato e le sue insidie. Kranjec si è preso un clamoroso rischio nella parte alta con uno sci che lo ha praticamente sbilanciato, nonostante tutto è riuscito a fermare il cronometro sul tempo più veloce. Luca de Aliprandini, ultimo a scendere come da regolamento, a quel punto si è trovato a dover scegliere tra la prudenza per raccogliere più punti possibili in Coppa o il pericolo per cercare il primo podio in carriera o addirittura qualcosa di più. Ha sposato la seconda possibilità, in parte la sua audacia è stata premiata con un intermedio migliore di tre decimi, ma poi ha pagato il conto scivolando qualche porta più avanti. La delusione è tutta in quella testa bassa quasi a rivedere nella mente l’errore commessa, ma la sua prestazione va comunque applaudita. Alla fine di tutto c’è un dato da non tralasciare: la squadra azzurra sta iniziando a dire la propria sulle discipline più tecniche dove negli ultimi anni si arrancava molto. Questo processo di crescita deve proseguire e mantenere continuità.

Cadute pesanti anche nello sci nordico dove Federico Pellegrino, il nostro atleta di punta nello sprint, era atteso a Dresda. L’aostano era alla ricerca della prima vittoria stagionale, ma stavolta a negargliela è stato il francese Jouve, reo di averlo fatto cadere tagliandolo subito fuori dai giochi nei quarti. In questo caso il sentimento prevalente è stata la rabbia, esplosa in pista con quel dito accusatorio puntato contro il transalpino. Domani intanto qualche possibilità di riscatto con la prova a squadre, poi toccherà voltare pagina e pensare all’impegno di fine mese a Oberstdorf.

Il bollettino generale di questa giornata racconta fortunatamente aspetti positivi. Nella discesa libera femminile di Altenmarkt infatti è stato tutto un discorso svizzero-italiano con buona pace dei tifosi austriaci. Successo della svizzera Corinne Suter e secondo posto di Nicol Delago, al suo secondo podio stagionale, dietro l’altra elvetica Gisin. Sofia Goggia quarta e Francesca Marsaglia quinta a completare il quadro delle prime cinque per una Top 5 decisamente sorridente per la nostra squadra. Per la nona volta troviamo quindi un’italiana tra le prime tre classificate, l’Italia femminile dello sci non si smentisce e punta a qualcosa di importante nelle varie classifiche di disciplina.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.