Le Coppe di una volta #2 – La Coppa Mitropa

I più nostalgici se la ricorderanno sicuramente. La Mitropa Cup, altrimenti detta Coppa dell’Europa Centrale, è considerata l’antesignana delle moderne competizioni europee riservate ai club. Fu ideata da Hugo Meisl, segretario generale della ÖFB (la Federcalcio austriaca, ndr) e prese il via nell’agosto del 1927. Inizialmente vi partecipavano i club di Ungheria, Austria, Cecoslovacchia e Jugoslavia, ma dal 1929 quest’ultimo paese fu sostituito dall’Italia.

La prima vincitrice fu lo Sparta Praga, che si aggiudicò la Mitropa Cup sconfiggendo in finale il Rapid Vienna nel doppio confronto. Per assistere al primo successo italiano si dovette attendere il 1932. Fu il Bologna ad alzare la coppa, tra l’altro senza dover disputare la finale. Infatti nella semifinale tra Slavia Praga e Juventus il portiere ceco Plánička venne colpito da un fitto lancio di pietre scagliato dai tifosi italiani ed entrambi i club, per quella che oggi definiremmo responsabilità oggettiva, furono estromessi dal torneo. I rossoblù si ripeterono due anni più tardi: stavolta vincendo sul campo, rimontando nella gara di ritorno gli austriaci del SK Admira. A partire dal ’36 l’invito venne esteso anche alla Svizzera, mentre l’anno successivo furono aggiunte anche Romania e Jugoslavia. L’edizione del 1940, visto l’incedere del conflitto mondiale, fu disputata solo da squadre jugoslave, ungheresi e rumene ma non venne terminata (la finale, tra Ferencvaros e Rapid Bucarest fu annullata).

La Coppa Mitropa ricominciò nel 1955, ma per avere un’altra affermazione italiana si dovette attendere il 1961: a imporsi fu ancora il Bologna, che divenne la prima squadra a trionfare per tre volte. Non gli riuscì il poker, perché l’anno successivo i felsinei si dovettero arrendere in finale agli ungheresi del Vasas. Nel ’66 – annus horribilis per Firenze vista la storica alluvione che devastò la città – trionfò la Fiorentina, che sfruttò la regola per cui le finaliste dell’anno precedente si qualificavano di diritto per le semifinali. Negli anni successivi furono ancora i viola ad andare vicini al successo, ma non andarono oltre il secondo posto del 1971/72.

Perdendo via via importanza rispetto alle altre competizioni europee, dal 1979 la Mitropa Cup cambiò radicalmente struttura: non vi partecipavano più squadre dei massimi campionati, ma i vincitori della “seconda divisione”. Ecco perché nell’albo d’oro si possono annotare le vittorie di squadre italiane come Udinese (1979/80), Milan (nell’anno 1981/82), Pisa (1985/86), Ascoli (1986/87), ancora Pisa (1987/88), Bari (1990) e Torino (1991).

L’ultima edizione si disputò nel 1992: la Mitropa Cup era ormai un torneo minore, senza troppe pretese, ben lontano da quello ideato nel lontano 1927 da Meisl. Si spense piano piano, dopo aver avuto una epopea grandiosa nei suoi primi anni. Dopo tutto, se oggi abbiamo il moderno sistema delle coppe europee, lo si deve anche alla Coppa dell’Europa Centrale. Un torneo unico che ha segnato un’epoca del calcio continentale.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.