Volonterosa ma discontinua, la Roma sbatte su un Cagliari di ferro

Una Roma a corrente alternata non va oltre il pari contro l’arcigno Cagliari di Rolando Maran. All’Olimpico finisce con 1-1 al cui fischio finale i giallorossi non contengono il proprio malcontento per la mancata vittoria, in particolare per la rete di Kalinić al minuto 89 in un primo momento convalidata e poi annullata da Massa (senza passare per l’On field review) dopo diversi minuti per un presunto fallo di Džeko su Pisacane nella carambola che coinvolge lo stopper sardo e Olsen permettendo a Kalinić di insaccare a porta sguarnita. Fonseca non le manda a dire al direttore di gara e paga pegno vedendosi sventolare dallo stesso Massa il cartellino rosso a fine match, mentre in zona mista Petrachi non risparmia bordate alla terna arbitrale

La partita, di per sè, parla di una Roma che è ancora un cantiere aperto, mentre dal canto suo il Cagliari studia da “ammazza-grandi” ambendo a diventare una vera e propria polpetta avvelenata per i club più blasonati come confermano i quattro punti portati via tra San Paolo e stadio Olimpico. Un mese fa commentando la gara dei giallorossi contro il Genoa all’esordio in Campionato avevamo definito la Roma “bella e indifesa”; se in difesa qualche equilibrio aggiuntivo pare si sia trovato grazie anche all’inserimento di Chris Smalling, i giallorossi vivono ancora troppo delle proprie folate nella metà campo avversaria, mancando di continuità nella ricerca del guizzo vincente quando necessario. Dopo due squilli in avvio, infatti, il Cagliari difende la porta di Olsen senza dover sudare un granché, grazie alla compattezza di una squadra che alla Roma concede poco e nulla e si toglie anche lo sfizio di andare in vantaggio grazie al rigore trasformato da João Pedro per un tocco di mano di Mancini in area.

Il gol del Cagliari è una doccia gelata, che però sveglia finalmente i giallorossi che trovano il pari grazie all’autorete di Ceppitelli propiziata da Justin Kluivert. Proprio il figlio d’arte è una delle note positive in casa Roma: elettrico sull’out di destra, il giovane olandese sembra aver trovato grinta e determinazione rispetto al suo primo impalpabile anno nella Capitale. Bene anche Smalling, Džeko  e (a tratti) Zaniolo; delude invece Veretout che schierato sulla trequarti fino all’infortunio di Diawara non si vede praticamente mai fino all’arretramento in mediana dopo l’uscita forzata del compagno in maglia 42. Aldilà delle individualità, come già detto a penalizzare la Roma è sembrata essere l’incapacità di dare continuità alla sua fase offensiva: anche nel secondo tempo i giallorossi partono a spron battuto ma viaggiano a corrente troppo alternata passando da momenti di forte pressione a fasi di stasi nelle quali gli ottimi Pisacane e Ceppitelli (sfortunato in occasione dell’autorete) riescono bene a presidiare la porta di Olsen. La tendenza ad “attaccare e staccare la spina” per i Capitolini è forse figlia dell’assenza di una vera e propria cabina di regia dal momento che forse Diawara (infortunatosi) è l’unico vero mediano nella batteria di centrocampisti a disposizione di Fonseca con la conseguenza che per i giallorossi è spesso necessario spesso bypassare il centrocampo per innescare le proprie bocche di fuoco; è quindi questo il nodo principale su cui lavorare per Fonseca, che alla ripresa del Campionato dovrà preparare la trasferta in casa della Sampdoria.

Il Cagliari di Maran conferma quanto di buono visto nell’ultimo mese di Campionato: una squadra arcigna e ben disposta in campo, tra le quali oltre al solito João Pedro  spiccano alcune ottime individualità come quella di Nahitan Nández, un motorino a tutto campo per i sardi, nonché il contributo di Rog e la muraglia difensiva issata da Pisacane e Ceppitelli davanti alla porta di Robin Olsen. Proprio Robin Olsen si gode un’algida “vendetta sportiva” negando alla Roma il vantaggio in più occasioni prendendosi una bella rivincita verso una piazza di cui non è mai riuscito a conquistarsi l’affetto a causa di una stagione non molto fortunata sotto il profilo personale. Guardando agli altri due ex della gara, diligente la partita di Pellegrini mentre dai due volti la prestazione del grande ex di giornata, Radja Nainggolan, uscito in un tripudio di applausi da parte di un pubblico che continua ad amarlo quasi come se fosse ancora un calciatore della Roma. Opaco nella prima frazione, il belga cambia completamente il tono della sua prestazione nel secondo tempo quando con il Cagliari costretto nella propria metà campo dalla Roma l’ex-centrocampista giallorosso si rivela un utile supporto ai suoi compagni; frenato dall’infortunio il belga saprà rivelarsi presto una pedina fondamentale per il Cagliari di Maran, che nell’anno del Centenario ha dimostrato a Napoli come a Roma di potersi prendere più di una soddisfazione nel Campionato in corso.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.