Ribery accende l’entusiasmo fiorentino

La Fiorentina di Vincenzo Montella ha strappato un pareggio ai campioni d’Italia della Juve, muovendo finalmente la propria classifica. Un punto che poteva essere prezioso alla vigilia della partita, invece al triplice fischio alla squadra gigliata resta un pizzico di delusione per non aver saputo sfruttare una ghiotta occasione. La formazione viola infatti è uscita a testa alta, consapevole di aver creato non poche difficoltà agli avversari e di aver sciupato troppo in fase realizzativa.

A testimonianza di ciò c’è il cartellino giallo rimediato dallo stesso tecnico Montella nei minuti di recupero: la sua rabbia per lo stop durante il recupero per i soccorsi a Cuadrado fanno capire che l’allenatore gigliato credeva nella sua squadra, aveva compreso che il pareggio stava stretto e voleva sfruttare ogni singolo secondo a disposizione per cercare il gol, senza preoccuparsi di un eventuale gol beffardo che sarebbe potuto scaturire nei concitati minuti finali.

Una Fiorentina bella, grintosa, che ancora deve oliare bene il proprio gioco. Ribery è stata la pedina fondamentale nel 3-5-2 voluto inizialmente da Montella. L’ex giocatore del Bayern Monaco ha pennellato suggerimenti con grande eleganza: da applausi l’assist non concretizzato da Dalbert. Ribery ha risposto in questo modo a chi lo definiva un giocatore ormai finto, dimostrando di avere ancora le potenzialità per fare bene nel calcio italiano. A questa squadra però serve un bomber di classe che possa ottimizzare quanto viene creato sulla trequarti. Ancora una promozione per il giovane Castrovilli, una personalità che stupisce da questo promettente calciatore. Capitolo difesa: la prova casalinga con il Napoli aveva mostrato troppe distrazioni e lacune da elementi che invece erano stati molto solidi l’anno precedente. Un giro a vuoto che ci sta nell’arco di un campionato, ma contro la Juve tutto è rientrato. La retroguardia ha aggredito come un mastino, senza far respirare gli avversari. Sono state trovate delle soluzioni anche nelle situazioni più critiche su palle perse in fase offensiva, quindi Montella può stare tranquillo. Il reparto arretrato è una buona base. Adesso bisogna solo trovare la formula perfetta in attacco.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.