Champions League, ritorno dei playoff: sipario sui Preliminari, è completa l’urna di Montecarlo

Ajax, Club Bruges, Dinamo Zagabria, Olimpiacos Pireo, Slavia Praga e Stella Rossa: i Preliminari di Champions League hanno finalmente decretato i nomi delle sei compagini che, unendosi alle altre 26 già inserite nell’urna dell’UEFA, avranno diritto a partecipare al gran ballo della Champions League nella stagione 2019/2020. Storie, ostacoli e quindi racconti diversi per queste sei squadre, ordinate in ordine rigorosamente alfabetico e uscite indenni da un percorso irto di ostacoli attraverso l’Europa intera che non si è risparmiato vittime eccellenti.

Club più blasonato tra quelli chiamati a disputare i Preliminari, l’Ajax di ten Hag è anche il primo che incrociamo nella lista ordinata per banale ordine alfabetico. Sbarazzatosi del PAOK Salonicco nel turno precedente, il club di Amsterdam deve fare i conti con i ciprioti dell’APOEL Nicosia per difendere e confermare le meravigliose gesta della stagione precedente culminata con la semifinale di Champions League contro il Tottenham. Che i ciprioti fossero avversario scorbutico i Lancieri avevano avuto modo di apprenderlo sette giorni fa in trasferta, e la gara della Johan Cruijff Arena si rivela mentalmente estenuante per i biancorossi. Senza van de Beek, infortunato, i padroni di casa sono costretti a un costante giro palla nei dintorni dell’area di rigore gialloblù; nonostante la costante pressione offensiva, però, il bus parcheggiato da Doll a difesa di Belec regge bene l’onda d’urto di un Ajax che con Tadić defilato sull’esterno e con Huntelaar al centro dell’attacco perde di imprevedibilità per la gioia della compagine ospite capace con una prova di grande caparbietà e concentrazione di ridurre al minimo i rischi per la propria porta.

Per oltre quaranta minuti non si sussulta che per un paio di potenziali brividi in area cipriota, con l’Ajax che l’equilibrio lo rompe nella maniera meno “sospetta”: un colpo di testa di Edson Álvarez sugli sviluppi di corner, unica modalità nella quale i padroni di casa riescono a sorprendere la terza linea gialloblù. In avvio di ripresa Huntelaar, sempre sugli sviluppi di calcio piazzato, troverebbe anche il raddoppio cassato però per un millimetrico fuorigioco di Martínez; subito dopo anche il gol di Pavlović è annullato per fuorigioco. Con il passare dei minuti ci si aspetterebbe la graduale fuoriuscita dell’APOEL dal proprio guscio, ma i ciprioti decidono di tenere per l’ultimissimo scorcio di gara il forsennato forcing finale: non paga la scelta di Doll, perché il continuo predominio ajacide porta al raddoppio di Tadić perfettamente servito Huntelaar che vale un posto ai Gironi di Champions League per la compagine di Amsterdam.

Da applausi il percorso dell’Olympiacos Pireo, che con cinque vittorie e un pari (all’esordio sul campo del Viktoria Plzeň) condite da 13 gol fatti contro appena 1 subito (nell’ultimo incontro, quello di Krasnodar) stacca accompagnato da una marcia trionfale il pass per la Fase a Gironi di Champions League: cadono dopo aver incrociato la strada dei biancorossi del Pireo il Viktoria Plzeň (0-0 in Repubblica Ceca e 4-0 ad Atene), İstanbul Başakşehir (1-0 in Turchia, 2-0 in Grecia) e Krasnodar (4-0 in Grecia e 2-1 in trasferta per l’Olympiacos). In Russia il Krasnodar parte forte e al 10′ si illude di poter porre le basi per una notte di speranza e magia con la deviazione sottomisura di Utkin al 10′ ma meno di un minuto dopo El Arabi gela il pubblico di casa con la rocambolesca zampata del pareggio, ripetendosi poi in avvio di ripresa con il gol che sigilla il blitz ellenico.

Sorridono le due compagini balcaniche, Dinamo Zagabria e Stella Rossa, che ai Gironi di Champions ci volano dopo aver avuto la meglio rispettivamente su Rosenborg e Young Boys. Avversari del Napoli nel Girone C della scorsa Champions League (e capace di strappare ai ragazzi di Ancelotti forse fatali agli Azzurri in ottica qualificazione) i serbi eliminano lo Young Boys che nell’ultima Group Stage era finito nel raggruppamento della Juventus; dopo il 2-2 di Berna i padroni di casa si fanno preferire nel primo tempo del Marakana trascinati da Marco Marin, l’elemento con più estro tra quelli impegnati sul rettangolo verde. Un vivace primo tempo termina 0-0, mentre chiamato dal risultato dell’andata a fare risultato lo Young Boys esce con piglio più deciso nella ripresa e spaventa i locali grazie alla frizzantezza di Ngamaleu che si rivela scatenato sull’out di destra generando con un suo traversone l’uscita maldestra di Borjan che per poco manda in rete gli elvetici. Spinge lo Young Boys ma il gol lo trova la Stella Rossa con Vukanović di testa servito da Rodić; il gol costringe lo Young Boys a trovare almeno due reti, ma i gialloneri non vanno oltre al fuoco amico di Ben Nabohane che su una conclusione da fuori infila la porta del proprio portiere mentre Nsamé spara alto l’ultimo pallone della gara per gli ospiti. Sull’1-1 finale cala il sipario sulle speranze di Gironi dello Young Boys, naufragate come quelle del Rosenborg che contro la Dinamo Zagabria trova un primo tempo impeccabile sotto il punto di vista della prestazione, ma infelice nella traduzione della pioggia di occasioni da rete in gol: i norvegesi ne mettono a referto solamente uno, quello di Akintola, cosicché i croati dopo un primo tempo da incubo trovano nel secondo tempo la sventola di Gojak che scrive l’1-1 finale e in virtù del 2-0 dell’andata regala la qualificazione alla Dinamo Zagabria.

Si confermano combattute come all’andata, ma finiscono per premiare (ancora) le compagini più quotate, Club Bruges-LASK Linz e Slavia Praga-Cluj. A Bruges dopo un primo tempo frizzate ma privo di reti il LASK Linz, chiamato a ribaltare lo 0-1 casalingo, sfiora il gol che pareggerebbe i conti con il pallonetto di Goiginger salvato sulla linea da Deli quando sembra fatta per gli austriaci. Scampato il pericolo il Club Bruges si divora un paio di occasioni colossali con Tau ma trova comunque il vantaggio con il solito van Haken al 70′; una manciata di minuti e Rits affonda Frieser in area concedendo al LASK il penalty che Klauss insacca portando gli ospiti a un gol dalla qualificazione. Il gol arriva, ma lo referta il Club Bruges nel finale con il contropiede finalizzato nella porta sguarnita da Dennis che regala al Club Bruges la Fase a Gironi già centrata nella scorsa stagione quando la compagine nerazzurra non sfigurò arrivando terza in un raggruppamento con Atlético Madrid, Borussia Dortmund e Monaco per poi fermarsi bruscamente ai Sedicesimi di Finale di Europa League contro il Salisburgo. Fino ai Quarti di Finale in Europa League arrivò lo Slavia Praga prima di arrendersi al Chelsea futuro vincitore della Coppa; i cechi, nel return-match contro i romeni del Cluj, si impongono grazie al diagonale di Bořil e ritrovano i Gironi di Champions a 12 anni di distanza dall’ultima partecipazione.

CHAMPIONS LEAGUE 2019/2020 – Ritorno dei playoff

martedì 27/08
Rosenborg-Dinamo Zagabria (and. 0-2)  1-1  11′ Akintola (R), 71′ Gojak (D)
Stella Rossa-Young Boys (and. 2-2)  1-1  59′ Vukanović (S), 80′ aut. Ben Nabouhane (S)
Krasnodar-Olympiacos Pireo (and. 0-4)  1-2  10′ Utkin (K), 11′ e 47′ El-Arabi (O)

mercoledì 28/08
Slavia Praga-Cluj (and. 1-0)  1-0  66′ Bořil
Ajax-APOEL Nicosia (and. 0-0)  2-0  43′ Álvarez, 80′ Tadić
Club Bruges-LASK Linz (and. 1-0)  2-1  70′ van Haken (C), 74′ rig. Klauss (L), 89′ Dennis (C)

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.