Lugano, Celestini: “Le partite si vincono nei primi e negli ultimi 20 metri”

Dal nostro inviato a Lugano (CH)

Archiviata la Coppa svizzera, in Ticino si torna al campionato in attesa, venerdì prossimo, dei sorteggi per la fase a gironi di Europa League. Mister Celestini è apparso tutto sommato ottimista per il futuro, anche se ha detto ai giornalisti presenti che Bottani non giocherà, domenica a San Gallo.

“Nessuna novità, in allenamento, rispetto a quanto fatto nelle ultime settimane” sono state le sue prime parole. “Stiamo curando vari aspetti, che ci rendano concreti soprattutto nella fase di finalizzazione. Stiamo bene, ma siamo consapevoli anche del fatto che, negli ultimi venti metri, sia offensivi sia difensivi, dobbiamo fare qualcosa in più. Però dico anche con non dobbiamo confondere il non creare occasioni con lo sbagliarle. Con Thun e Sion abbiamo creato, ma non abbiamo fatto gol: il che significa che dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. Diverso sarebbe se ci mancasse un gioco che ci faccia arrivare in zona gol, ma non è così.”

“Non vedo un problema di uominidavanti. Junior e Holender hanno sempre fatto i gol, così come Gerndt e gli altri: stiamo parlando di uomini che, messi assieme, hanno segnato 40 gol in una stagione. Nel calcio questi momenti ci possono essere: dovrò fare in modo che non si entri nella psicosi del ‘non sappiamo più segnare’. Il sistema di gioco ci fa creare delle occasioni, in allenamento i gol arrivano: presto accadrà anche in partita”

Abbiamo quindi chiesto al mister che San Gallo si aspetta: i biancoverdi pressano alti, di solito, e ciò potrebbe favorire il Lugano. Tuttavia, è anche vero che lo Young Boys, per esempio, ha modificato il suo stile di gioco quando si è trovato di fronte i bianconeri.

“Il San Gallo gioca sempre nello stesso modo. Le squadre di Zeidler, tutte le volte che l’ho affrontato, pressano alte e non cambiano il modo di stare in campo. In casa loro lo faranno, terranno alta la retroguardia: è una partita da tu o io. Se riuscì a uscire dal loro pressing, gli fai male; se invece hanno la meglio loro, e ti portano via il pallone, lo fanno a te. Siamo comunque in grado di giocare contro squadre che ti lasciano la palla o che ci pressano altissime: penso alla partita contro il Thun nel primo tempo, per dire.”

“Facciamo fatica a buttarla dentro, ma per il resto le cose vanno. Dietro andiamo bene sia a quattro sia a cinque elementi: ma questo anche grazie al lavoro difensivo degli attaccanti. Giochiamo più alti dello scorso anno, facciamo più possesso, ci creiamo più occasioni da gol: siamo molto migliorati. Però dobbiamo essere più concreti quando siamo al momento di concludere a rete. Fa male perdere perché abbiamo concesso un calcio d’angolo al Sion e due traversoni all’YB. Se avessimo segnato noi, invece, potevamo cambiare l’inerzia di quelle partite. Ti senti un vero calciatore e ti diverti quando hai il pallone tra i piedi: la corsa senza palla è atletica leggera.”

“Era già successo a Losanna: nei momenti complicati scatta qualcosa e ci metti la giusta cattiveria. Noi invece dobbiamo essere bravi a diventare cattivi e vincere le partite anche nei momenti tranquilli. Ci vuole equilibrio. Possiamo fare le cose bene: però in una stagione ci sono momenti nei quali si rischia di dimenticare quali sono le zone dove vinci e perdi le partite. E quelle zone sono due: i venti metri vicini alla porta avversaria e i venti nostri difensivi.”

È stato anche chiesto a Celestini cosa pensasse della possibile nuova formula della Super League a 12 squadre, che verrà discussa in autunno dalla Swiss Football League. Ecco cos’ha risposto. “Di una cosa sono certo: la formula attuale, con dieci squadre e lo spareggio per non retrocedere, non mi piace per niente. Il calcio è un gioco: ma è anche fuori discussione che ci sono attorno interessi economici importanti, che ballano milioni. Non puoi aspettare l’ultima giornata per sapere se andrai in Europa League o in Challenge. La formula attuale non mi va, crea solo pressioni supplementari.”

“Tra l’altro ne risente lo spettacolo: le squadre devono vincere anche solo 1-0, dopo che hanno segnato, smettono di giocare e buttano le palle in tribuna. Ho vissuto tante formule, negli anni ’90 c’era addirittura un minitorneo tra le ultime quattro di Super League le prime quattro di Challenge: ma non era ideale. Bisogna cambiare, ma pensandoci bene, fermo restando che la formula ideale non è facile da trovare. Secondo me, in Svizzera ci sono almeno 12 squadre che possono giocare in SL. Oltre alle 10 attuali, penso al Grasshopper per la sua storia e al Losanna, per il progetto che c’è dietro.”

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.