Verso Francia 2019 – Le Nazionali partecipanti: Cina

-

Manca sempre meno al via dei Mondiali Femminili di Francia 2019 ed è arrivato il momento di conoscere tutte le 24 protagoniste dell’evento più atteso per il calcio in rosa: con due appuntamenti quotidiani, analizzeremo nel dettaglio la storia nei Mondiali, il percorso durante le qualificazioni e le qualità ruolo per ruolo delle Nazionali arrivate alla fase finale del torneo. Oggi tocca agli Stati Uniti.

PRECEDENTI NEI MONDIALI – La Nazionale Femminile della Cina, guidata dal tecnico Jia Xiuquan, è alla settima partecipazione alla fase finale di un Mondiale. Al 16esimo posto del FIFA/Coca-Cola Women’s World Ranking, i suoi migliori risultati ottenuti nei tornei internazionali sono il raggiungimento della finale nel Campionato mondiale di calcio femminile del 1999, quando vennero sconfitte dagli Stati Uniti.

IL PERCORSO VERSO FRANCIA 2019 – La Cina è una delle cinque nazionali della AFC a essersi qualificata a Francia 2019. Le Rose d’Acciaio si sono qualificato arrivando terze nella Coppa delle nazioni asiatiche femminile 2018, battendo la Thailandia per 3-1. La capocannoniere della squadra è Li Ying, attaccante dei Shandong Ladies che ha messo a segno ben sette reti nel percorso delle qualificazioni.

DIFESA – In porta troviamo l’estremo difensore del Jiangsu Suning Peng Shimeng. La difesa si schiera spesso a tre, con Liu Shanshan dell’Hebei Zhongji, il capitano Li Dongna del Tianjin Huisen e Wu Haiyan degli Shandong Ladies: nel caso di difesa a tre queste sono le interpreti, nel caso di difesa a quattro è ballottaggio per la quarta maglia tra Zhao Rong del Beijing BG e Xue Jiao del Dalian Quanjian.

CENTROCAMPO –  La linea di centrocampo è quasi sempre a quattro: la nuova stella della mediana è la centrocampista offensiva Song Duan del Dalian Quanjian, accompagnata da Zhang Rui del People’s Liberation Army e da Ren Guixin del Changchun Dazhong Zhuoyue. La quarta maglia è contesa da Tan Ruyin del Guangdong R&F e Pang Fengyue del Dalian Quanjian.

ATTACCO – Se la squadra cinese si schiera con una coppia di attaccanti, queste sono sempre la 26enne Li Ying del Shandong Ladies e la 24enne Wang Shuang che milita nel Paris Saint-Germain. In caso di tridente o di sostituzione, sono pronte la 26enne Yang Li del Jiangsu Suning e la 28enne Gu Yasha del Beijing BG.

IL COMMISSARIO TECNICO –  La squadra dal 2018 è stata affidata a Jia Xiuquan, ex giocatore che succede all’islandese igurður Ragnar Eyjólfsson e che ha militato anche nel Partizan Belgrado e che da allenatore ha gestito tutte le giovanili maschili della Cina. Dopo essere stato assolto da alcune accuse di aver falsato i risultati di alcune gare, è tornato in panchina e ora ha il compito di condure le cinesi a questo Mondiale.

LA STELLA –  La giocatrice tecnicamente più valida della squadra è sicuramente Li Ying, il numero 10 delle Rose d’Acciaio che milita nello Shandong Ladies. 26 anni, ha all’attivo 24 gol in 92 presenze con la maglia della Nazionale e il suo apporto durante le qualificazioni è stato a dir poco determinante.

PUNTI DI DEBOLEZZA – La nazionale cinese, sulla carta, ha due grossi problemi: pochissime giocatrici giocano in un campionato estero (addirittura solo una convocata in nazionale) e l’età media è molto alta. Sommate insieme le due cose, non stupisce che la squadra asiatica non sia ai vertici delle classifiche mondiali.

FORMAZIONE TIPO – (4-4-2):  Shimeng; Shanshan, Dongna, Haiyan, Rong (Jiao); Duan, Rui, Guixin, Ruyin (Fengyue); Ying, Shuang (Li).

OBIETTIVI E PROSPETTIVE – Le cinesi si trovano nel Gruppo B insieme alla Germania, al Sudafrica e alla Spagna. Le Rose d’Acciaio si troveranno a dover sudare per guadagnare la qualificazione e, anche una volta centrata, non sarà vita facile negli ottavi: non crediamo che sinceramente possano andare più avanti di così.

Stefano Pellone
Stefano Pellone
Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.

Addio Pasquale Casillo, viva Zemanlandia!

Lo chiamavano il “re del grano”, perché negli anni ’80 raggiunse il successo diventando il principale esportatore di grano dal Sudamerica su scala globale....
error: Content is protected !!