Lugano, Celestini: “Il mio presente è a Lugano, il futuro nessuno lo può prevedere”

Tradizionale conferenza stampa prepartita per Fabio Celestini, al termine dell’allenamento del mattino. Dopo la seduta di ieri, che aveva curato principalmente l’aspetto difensivo, e alla quale non avevano partecipato Da Costa, Piccinocchi, Lavanchy, Macek e Janko (per lui stagione e, di conseguenza, esperienza in Ticino terminata: probabile anche il ritiro dall’attività agonistica a fine stagione), oggi si è lavorato sul campo sintetico. Confermata l’assenza, in Oberland bernese, dei 5 giocatori sopra citati.

Ecco le principali dichiarazioni del tecnico romando (FC Lugano):“Ci aspetta una partita dura. Loro erano terzi fino a settimana scorsa, sono finalisti in Coppa Svizzera, hanno qualità, sia davanti che dietro. Fanno possesso, sanno ripartire, hanno 5 giocatori davanti che possono fare male. Starà a noi fare la partita giusta: come dico sempre, andremo in campo per vincere ma se non sarà possibile ci accontenteremo del pareggio.”

“Non ci sentiamo sotto esame: sarebbe assurdo dopo 10 risultati utili consecutivi. Proveremo a fare la partita, ma nel calcio può accadere di tutto. Abbiamo affrontato tante situazioni: siamo andati in vantaggio per primi, abbiamo rimontato, abbiamo difeso il risultato anche in inferiorità numerica. Semmai noto che, quando affrontiamo avversari molto forti fisicamente, non subiamo mai gol sui corner; poi, magari, giocando con squadre meno forti, prendiamo il gol. Questa è la dimostrazione che sono necessarie attenzione e decisione: la tattica e la tecnica arrivano dopo.”

“A Thun, con un risultato positivo, saremmo salvi. L’Europa è un sogno: certo, a questo punto sarebbe un grosso rammarico non farcela. Il calendario conta sino a un certo punto: con Basilea e Young Boys abbiamo fatto bene, rispetto ad altre partite con squadre meno forti: serve la testa. Quando c’è quella, non mi preoccupa nessun avversario. Si è sempre detto del Lugano che era una squadra incostante: oggi abbiamo trovato continuità: e di questo va dato merito ai ragazzi.”

“Il mio futuro? Non dipende dalla situazione societaria: posso solo cercare di ottenere risultati, il resto non conta. Magari avrò altre opportunità, in fondo sono come un giocatore in scadenza di contratto. Si parla di tante cose, oggi non hai niente e magari domani ti arriva una telefonata con un’offerta. Io penso a vincere a Thun, la mia priorità adesso è il Lugano: sono felice di essere qui, e voglio finire bene la stagione.”

  

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.