Il Lugano esce indenne anche da Berna

Il Lugano esce indenne anche da Berna, segnando le prime reti in stagione allo Young Boys e strappando il primo punto ai campioni svizzeri. Statisticamente, un risultato importante: era dalla primavera del 2017 che i ticinesi non facevano risultato contro i bernesi (1-2 il finale di quell’incontro).

I ragazzi di Celestini hanno avuto un’ottima partenza, andando in rete con Junior dopo solo 8′. Bella azione corale dei bianconeri, con Lavanchy largo sulla destra a ricevere palla e a metterla al centro per il brasiliano, che ha insaccato con un tocco di testa sul secondo palo. A quel punto, sono saliti in cattedra i campioni svizzeri, che hanno messo in campo bel gioco e rara intensità. In quella situazione, il gol era questione di minuti. E infatti il bomber Hoarau, capocannoniere del torneo con 20 reti, ha colpito due volte, al 34′ e al 45′, permettendo ai suoi di chiudere in vantaggio la prima frazione.

Nella ripresa, il tecnico dei sottocenerini ha mischiato le carte a livello tattico, inserendo Bottani. Ma è stata una magia di Gerndt, in percussione sulla fascia di sinistra, a consentire a Junior di trovare il pareggio per i suoi, al 56′. I bianconeri hanno poi gestito il risultato, spaventando gli avversari con Daprelà al 79′. Il tocco da distanza ravvicinata del centrale difensivo è stato però deviato da von Ballmoos.

A fine partita, Celestini era però contento a metà: (FC Lugano): “Dopo il gol, abbiamo lasciato loro l’iniziativa. Nell’ultimo quarto d’ora, sembravamo quasi esserci arresi all’ineluttabilità della loro rete, che è infatti arrivata. Negli spogliatoi mi sono fatto sentire: essere sotto a Berna ci può stare, ma non con quell’attitudine. Nel secondo tempo, infatti, ho visto una squadra con un’altra testa, e il campo ci ha premiato.”

“Alla fine ero nervoso, perché loro hanno risolto in stagione tantissime partite nei minuti finali. Però abbiamo avuto un paio di ripartenze pericolose anche noi: avremmo addirittura potuto vincere. Ma, logicamente, un pareggio qua oggi va benissimo.”

Un buon Lugano, in definitiva. E bisogna dare al tecnico i suoi meriti. La lettura della partita, dopo il disastroso ultimo quarto d’ora del primo tempo, è stata quella giusta. Celestini ha infatti messo in campo Bottani al posto di un Črnigoj un po’ in ombra, passando a una 4-2-3-1 con il quale ha dato più forza al centrocampo, messo a dura prova dalla fisicità e dal maggiore tasso tecnico dei padroni di casa.

Il Figlio della Città ha anche dato più pericolosità alle ripartenze dei suoi. Peccato, in particolare, un errore nel finale, quando ha tentato di superare von Bergen in un duello individuale, anziché passare il pallone ai compagni meglio serviti. A centrocampo, il capitano Sabbatini e Vécsei ci hanno messo fosforo e chili, oltre a Lavanchy il quale, sulla fascia destra, si sta rivelando un acquisto davvero azzeccato.

Dietro, Sulmoni ha sofferto la fisicità di Hoarau. Tuttavia, nel finale, ha salvato sulla linea un gol già fatto, con Baumann fuori causa. Il portiere, infilato sul suo palo in occasione della seconda rete, ha però salvato d’istinto su Gaudino, che gli si è presentato davanti, tutto solo, nei minuti di recupero della prima frazione. Se avesse capitolato, difficilmente sarebbe stato possibile raddrizzare l’incontro nella ripresa.

Il difetto che si può rimproverare alla squadra bianconera è la difficoltà a riuscire a mantenere alta la concentrazione per tutti i 90′. Tuttavia, a onor del vero, oggi era davvero difficile: 27.000 tifosi avversari presenti a festeggiare i loro beniamini (prima partita allo Stade de Suisse dalla conquista del titolo), oltre all’ostacolo di dover giocare sul campo sintetico. Sicuramente servirà non sbagliare le prossime due partite, per aspirare a un piazzamento prestigioso a fine campionato.

La situazione resta pressapoco la medesima della scorsa settimana: i ticinesi perdono una posizione in classifica, ma guadagnano un punto sul Thun, terzo, e mantengono 5 lunghezze di vantaggio sullo Xamax, al nono posto. La salvezza non è quindi sicura, ma l’Europa è prospettiva concreta (con Basilea e Thun in finale di Coppa svizzera, con la classifica odierna, i preliminari di Europa League sarebbero garantiti).

Questa situazione di classifica fa sì che vi siano scontri diretti ogni settimana. Domenica, infatti, i sottocenerini se la vedranno a Cornaredo con il Lucerna e, la settimana successiva, saranno invece nella tana del Thun. Un finale di campionato emozionante, quindi.

La speranza è che tutto questo accenda di passione il Ticino. Capitan Sabbatini, al microfono di Aramis Dozio della RSI, ha infatti dichiarato“Vogliamo batterci fino alla fine, per la salvezza, e magari per qualcosa in più. Vogliamo farlo per il nostro pubblico, che ci incita e ci segue: erano qua in tanti anche oggi. Ci piacerebbe vedere qualcuno in più sugli spalti di Cornaredo, a sostenerci per questi ultimi sforzi.” 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.