In NBA le grandi inciampano, ma riescono comunque a staccare il pass per i quarti

Decisi i giochi in NBA almeno per quanto riguarda gli ottavi di finale dei playoff. Le gerarchie della stagione regolare sono state rispettate in pieno ma non sono mancate le sorprese, poiché le squadre più accreditate più volte sono inciampate. Nella parte alta del tabellone si affronteranno le uniche due compagini rimaste imbattute negli ottavi: Milwaukee Bucks e Boston Celtics. La vincente dovrebbe affrontare con molta probabilità i Toronto Raptors, partiti subito avanti nella serie con i Sixers e pronti a scrivere una pagina importante del basket canadese nella lega professionistica statunitense. Nella parte bassa invece i Golden State Warriors, i favoriti per la riconquista del titolo, avranno la mina Houston Rockets di Hardem lungo il loro cammino, mentre per i Denver Nuggets ci saranno i Portland Trail Blazers.

Orfani di LeBron James, dei Los Angeles Lakers e dei Cleveland Cavaliers, questi playoff salutano gli ottavi nel segno di due personaggi: Damian Lillard e Danilo Gallinari. Il primo è stato il protagonista di uno dei buzzer beater più spettacolari degli ultimi anni; nel finale di gara 5 tra Portland e Oklahoma City Lillard ha preso la scelta più rischiosa e folle, ma anche quella che gli ha permesso di renderlo il protagonista assoluto di una notte statunitense e di imprimere il proprio nome tra tutti gli appassionati di palla a spicchi. Un canestro dalla lunga distanza evitando di giocare con i compagni per cercare la strada di un +2 più facile. La sua realizzazione ricorda per audacia il famoso “cucchiaio” di Totti, anche se a mente fredda prevale il fattore egoismo che in questo caso ha totalmente lasciato da parte l’aspetto gioco di squadra. La palla è entrata, ma un errore sicuramente sarebbe stato molto grave. I campioni però sono fatti per correre anche questi rischi.

Danilo Gallinari e più in particolare i suoi Clippers sono stati una piacevole sorpresa e gli autori dell’altra impresa di questa prima parte di post season. L’ottavo posto, frutto di un finale di stagione poco brillante, avevano costretto all’abbinamento con i Warriors, l’avversario peggiore che potesse capitare. Future vittime sacrificali di Curry e compagni con l’ombra di un 4-0 all’orizzonte, invece l’altra squadra di LA ha tirato fuori gli attributi e la grinta giusta grazie anche alla spinta del Gallo nazionale. Protagonisti di una rimonta vincente di  31 punti in casa dei campioni in carica. Un’impresa che non è bastata per passare il turno, ma è comunque servita per uscire a testa alta, poiché per ben due volte sono riusciti a mettere il muso davanti a Golden State chiudendo la serie sul 4-2. Così i Clippers si sono presi finalmente la scena al posto dei cugini più blasonati dei Lakers e per il futuro puntano a ripetersi e a migliorarsi.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.