Bettiol e Bastianelli: Fiandre, Italia

Il Belgio è un Paese che appartiene alla classe di Stati “multiculturali”. Vale a dire, quello delle Nazioni che non sono monolingua, ma nel quale convivono più popolazioni di diverse idiomi. E lo Stato con capitale Bruxelles – come i più sanno – può essere sintetizzato come una sorta di “fusione” tra le Fiandre, territorio di lingua olandese, e la Vallonia tradizionalmente più francofona.

Ma il Belgio possiede anche un’altra caratteristica. Si tratta dell’unica Nazione che ha due “Natali” nel calendario. Il primo, come il resto del mondo, si celebra il 25 dicembre. L’altro, la prima domenica di Aprile. Un “Natale” profano. Chiamato Giro delle Fiandre. La Corsa dei Muri, classica Monumento del ciclismo, da 106 anni è una vera propria “religione” in Belgio. Richiamando sulle sue strade fino a centomila persone.

Una classica che ovviamente ha visto i corridori di casa farla da padrone. Ma in alcune occasioni, i belgi si fanno da parte, lasciando il proscenio agli stranieri. E ieri è stata una di queste occasioni. Con l’Italia brava ad approfittarne. Grazie ad Alberto Bettiol e Marta Bastianelli.

E chi se lo sarebbe aspettato? Tra gli uomini, si attendeva la sfida tra i vari Sagan, Kristoff, Van Avermaet, Stybar e Jungels da una parte e i crossisti olandesi Van der Poel e Van Aert dall’altra. Per le donne, invece, sarebbe dovuta essere tutta una questione “arancione” con la solita Annemiek Van Vleuten favorita d’obbligo. Gli italiani? Se tutto va bene, al massimo un piazzamento tra i primi 10 e le prime 10. E invece….

Invece Alberto Bettiol e Marta Bastianelli hanno realizzato quello che accade raramente nello sport, ma quando accade fa apprezzare lo sport ancora di più: il sovvertire i pronostici. Alberto Bettiol, 25enne di Castiglion Fiorentino, dopo 5 anni di professionismo tra pochi alti e tanta sfortuna per via di qualche infortunio, ha iniziato questo 2019 mostrando segnali evidenti di aver trovato quella stagione che potrebbe cambiarti la vita.

Tornato tra le fila dell’Education First – l’ex Cannondale – dopo un 2018 anonimo alla BMC, nelle prime gare di stagione ha piazzato due acuti importanti: il terzo posto nella tappa della Tirreno-Adriatico con arrivo a Pomarance in leggera salita (frazione vinta da Julian Alaphilippe) e il quarto nella E3 Harelbeke, un’altra grande corsa belga. Ma, con tutto il rispetto, non grande come il Fiandre, una delle cinque Monumento. Non poteva esserci scenario migliore della Corsa dei Muri per sbloccare lo “0” alla casella delle vittorie da professionista.

Una vittoria ottenuta da campione consumato, scattando in faccia tutti sul Vecchio Kwaremont a 18 km dal traguardo e arrivando in solitaria al traguardo di Oudenaarde. Il Fiandre torna a colorarsi di tricolore, 12 anni dopo Ballan. E non è un caso che sia stato un toscano a farcela. Dato che il Leone della Fiandre universalmente riconosciuto come tale non è nato tra Belgio, Francia e Olanda ma è il toscanissimo Fiorenzo Magni, tre volte vincitore della Ronde in tre anni consecutivi dal 1949 al 1951.

Ma altrettanto risalto merita il successo di Marta Bastianelli. La 32enne di Lariano sta vivendo una seconda giovinezza, dopo l’esplosione a inizio carriera con il titolo mondiale conquistato a Stoccarda nel 2007 e la brutta vicenda della positività alla fenfluramina nel 2008. Tornata alle corse nel 2010, resa più matura anche dalla nascita della figlia Clarissa nel 2014, la Bastianelli sta recuperando alla grande il tempo perduto. La scorsa stagione è arrivato il titolo europeo a Glasgow, ieri il successo al Giro delle Fiandre femminile, tornato a essere italiano quattro anni dopo il trionfo di Elisa Longo Borghini.

Una vittoria che la Bastianelli ha ottenuto con una grande condizione e con una sana sagacia tattica. L’atleta della Virtu Cycling è stata abile a tenere le ruote della Van Vleuten sul Paterberg per poi imporsi sfruttando le sue doti velocistiche. Un trionfo di gambe e soprattutto di testa. Un trionfo che apre gli orizzonti verso un 2019 dove la Bastianelli potrebbe ampiamente dire la sua nel Mondiale inglese sullo Yorkshire a settembre.

Il Giro delle Fiandre è il “Natale” profano belga. E tale sarà per sempre. Ma ieri i regali sono stati tutti italiani. Grazie Alberto. Grazie Marta.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.