Un Lugano operaio, che però ha diritto a crederci come le altre

Dal nostro inviato a Lugano (CH)

Al triplice fischio di Jaccottet, ieri sera, i sentimenti in tribuna erano contrastanti. C’era chi prendeva atto delle immutate distanze con la parte bassa della graduatoria, e di una salvezza sempre più vicina. Altri invece imprecavano per l’incapacità dei bianconeri di cogliere l’intera posta (non è ancora accaduto a Cornaredo in questo 2019), in una giornata dove (in attesa dei posticipi di questa sera, che vedranno il Lucerna impegnato in casa con lo Young Boys, e il Sion in casa del Thun) diverse squadre di centro classifica hanno rallentato.

In realtà, difficile dare torto a qualcuno. Lo Xamax ha fatto, in questo 2019, gli stessi punti del Lugano. Con l’arrivo di Henchoz, i rossoneri hanno reimpostato la fase difensiva in modo efficace, potendo anche contare su un terzino come Djuric, che in Ticino conoscono bene. Lo stesso tecnico rossonero ha confermato la sua importanza: “Credo che per noi sia un giocatore importante, questa sera ha fatto molto bene. Per noi era fondamentale uscire con un risultato positivo: questa sera abbiamo mantenuto le distanze sul GCZ, e abbiamo una partita in meno da giocare.”

Tra i tifosi, qualcuno ha storto il naso. Due punti contro le due ultime della graduatoria non sono il miglior passaporto per puntare all’Europa. Celestini, però, a fine partita, la vedeva diversamente: “Le due sfide contro GCZ e Xamax erano molto complicate, e non si potevano assolutamente perdere. Bisognava fare punti in ogni partita: il minimo sono due, benino 4 e fantastico 6. Non sempre si riesce a vincere, e bisogna sapersi accontentare.” 

Anche Sulmoni era sulla stessa frequenza: “Ci abbiamo provato: sapevamo che loro erano molto chiusi, e abbiamo provato ad aggirarli all’esterno. Ci è mancato qualcosa, ma oggi era importante, prima di tutto, non perdere. Ci dispiace non aver dato la gioia della vittoria al pubblico: con un’affermazione, magari verrebbe più gente allo stadio. Però abbiamo dimostrato solidità: non è facile in Super League inanellare tanti risultati positivi. Loro non sono certamente spacciati: noi non diamo nessuno per morto, rispettiamo tutti. A questo punto, la salvezza è più vicina, e chissà che, con qualche altro risultato positivo, non arrivi anche qualcosa in più.”

Per superare la compatta squadra neocastellana, ieri sera, ci sarebbero voluti ritmi più elevati. Quando i ticinesi hanno provato a correre più degli avversari, sono stati in grado di fare qualcosa in più. Purtroppo, è mancata loro la precisione nei 16 metri avversari: 14 i tiri verso la porta difesa da Walthert, solo uno nello specchio. Gli avversari, per dire, hanno impegnato Baumann 3 volte, pur calciando verso la rete dei padroni di casa in sole 4 occasioni. Armando Sadiku, ieri partito titolare, si muove abbastanza bene, e appare recuperato fisicamente. Tuttavia, gli manca quella precisione che, due stagioni fa, aveva fatto la differenza. Tuttavia, mancano ancora 9 partite alla fine: di tempo per incidere ce n’è ancora.

Per il resto, buona la prova dei due esterni (Lavanchy e Črnigoj), che hanno spinto tanto, pur non riuscendo, talvolta, a fornire di palloni le tre punte. Gerndt e Bottani si sono disimpegnati con generosità come al solito, e anche la difesa (peraltro poco sollecitata) ha fatto il suo. A centrocampo, la ragnatela disposta da Henchoz ha creato qualche problema a Vécsei e Sabbatini, col capitano che è riuscito a inventare qualcosa di più, in virtù di un migliore livello tecnico.

C’era chi, a fine partita, rimproverava al tecnico di aver provato troppo tardi la carta delle torri (Janko e Čovilo). Celestini, come vi abbiamo riferito ieri, ha sostenuto che il gioco con i lanci lunghi in avanti snatura la squadra. Giusto provarci, quindi: ma solo nei 20′ finali.

In conclusione, in attesa delle sfide di questa sera, la classifica resta corta. Assegnati i primi due posti, con lo YB che attende la conferma matematica per stappare lo spumante, e il Basilea che sembra aver trovato la velocità di crociera, dopo un autunno difficile, per il terzo e quarto posto tutto può ancora accadere.

Come sempre, la chiave sarà la regolarità: per ora, i ticinesi stanno mantenendo un ruolino di marcia in linea con le aspettative minime (la salvezza) e, guardando sopra di loro, vedono il quarto posto a una lunghezza (in attesa del risultato di stasera del Lucerna). Logica e matematica dicono che si può sperare in un buon piazzamento: in fondo, ieri sera si è conclusa la prima parte del girone di ritorno. Dal prossimo fine settimana, tutte reicontreranno tutte, a campi invertiti.

I ticinesi partiranno subito con una sfida difficilissima, a Basilea. Però, abbiamo già visto come, contro queste compagini, che comunque giocano per vincere, a differenza per esempio dello Xamax ieri sera, i sottocenerini abbiano sempre fatto bene. Venire a casa con dei punti dal St-Jacob Park sarebbe senza dubbio una grandissima iniezione di fiducia, in vista del prosieguo del campionato.

In ogni caso, come sottolineava correttamente Celestini ieri sera, a parte le due corazzate di testa, tutte quante sono chiuse in un fazzoletto di punti, e possono avere ambizioni europee, come rischiare di essere invischiate nella lotta per non retrocedere: basta una serie negativa di due o tre partite. Il Lugano ha i numeri e l’organico per provarci: se poi Sadiku dovesse ritrovare confidenza con il gol, a quel punto, davvero, il finale di campionato potrebbe regalare ai bianconeri grandi soddisfazioni.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.