Non siate così duri con il Napoli dopo Salisburgo. Ma da adesso inizia il bello (e il difficile)

Pur con qualche brivido in più rispetto al previsto, il Napoli è riuscito a conquistare la qualificazione ai quarti di finale di Europa League passando tutto sommato indenne dalla trasferta tutt’altro che semplice di Salisburgo e difendendo così il vantaggio costruito all’andata. Serata certo non indimenticabile per gli Azzurri che, salvo i primi 20′, a tratti hanno sofferto terribilmente l’intensità dei padroni di casa, pur trovando una parziale giustificazione nei tanti, troppi guai difensivi.

È proprio quest’ultimo il punto che spinge ad ammorbidire leggermente i pareri sulla gara dei partenopei. Perché il Salisburgo è una squadra offensivamente difficile da gestire per chiunque, ma ancora di più se nella tua retroguardia ti ritrovi senza i tuoi riferimenti di sempre. Con Albiol fuori da tempo, Koulibaly squalificato, Maksimović con qualche problema e l’ennesimo infortunio di Chiriches (già evidentemente non al cento per cento della condizione) nel corso della gara, la situazione difensiva del Napoli è diventata di vera emergenza negli ultimi minuti, con Luperto unico centrale naturale e Hysaj improvvisato in mezzo. Le difficoltà sono state evidenti, ma Ancelotti ha capito che bisognava riuscire a portare la qualificazione e non pensare troppo al risultato in sé. I partenopei, d’altro canto, potevano permetterselo, benedicendo una volta di più il prezioso gol in apertura di Milik e un discreto primo tempo.

Le riflessioni più preoccupanti riguardano inevitabilmente la gestione della gara e del risultato nella ripresa. La questione è che in questo Napoli troppo spesso manca un pizzico d’intensità, di rabbia, di giusta cattiveria in più, soprattutto quando arrivano i momenti di ottenere risultati pesanti. La maggior fame dei giocatori del Salisburgo è stata fin troppo evidente rispetto a quella della gran parte dei giocatori azzurri, più attenti (e preoccupati) a difendere in qualche modo la propria porta.

Insomma, sono i soliti cali di un Napoli che se non gioca sempre a ritmi elevati soffre tanto e subisce troppo. È stato il grosso limite dei partenopei quest’anno, ma ora rischia di diventare anche l’unico ostacolo verso almeno la finale di Europa League. Dai quarti, comincia tutta un’altra competizione, capace di offrire gare assolutamente equiparabili a un livello Champions League. Certo, agli azzurri potrebbe andare più o meno bene nel sorteggio, perché trovare lo Slavia Praga non è la stessa cosa di doversela giocare con Chelsea o Arsenal. Ma ora, per puntare in alto, serve un salto di qualità. Il Napoli è senza troppi dubbi una delle potenziali vincitrici del torneo, ma adesso è lecito aspettarsi qualcosa di diverso da quanto visto finora. Ad Ancelotti l’arduo compito di capire come tirare fuori il miglior Napoli della stagione in queste ultime, potenziali cinque gare ancora da giocare.

Una nota finale dev’essere dedicata al Salisburgo. La vittoria di ieri sera è stata decisamente meritata e forse resta l’impressione che con una prestazione leggermente migliore all’andata, la storia sarebbe potuta essere diversa. Meravigliosa da vedere, però, la passione messa dai giocatori in campo e dai tifosi sugli spalti dal primo all’ultimo minuto, anche quando il gol di Milik aveva ormai reso la rimonta quasi impossibile. Il Salisburgo è una squadra con tanti ragazzi giovani (l’età media è 24 anni), alcuni anche con un discreto talento, e un allenatore davvero bravo, probabilmente pronto per palcoscenici importanti. Bella voglia, bell’intensità: è questo che s’intende quando si parla di uscire dal campo a testa alta.

 

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.