Tirreno-Adriatico, così non ci siamo

Ha preso il via ieri la 54/a edizione della Tirreno-Adriatico, la corsa dei due Mari, evento che emblematicamente segna il via della stagione ciclistica insieme alla Milano-Sanremo. L’avvio purtroppo non è stato dei migliori perché nella crono a squadre di ieri vinta dal Team Mitchelton-Scott ha fatto più notizia quanto accaduto al Team Bora. Un uomo ha attraversato la strada nel momento in cui passava il treno della squadra tedesca; l’impatto è stato inevitabile e a farne le spese oltre all’uomo sono stati il polacco Majka e l’italiano Gatto. L’epilogo di una giornata in cui si era già sfiorato l’incidente con persone che cercavano di attraversare la strada senza preoccuparsi del passaggio dei ciclisti. Sotto accusa l’organizzazione, il servizio di sicurezza e gli spettatori stessi. Stavolta purtroppo non stiamo parlando dell’incoscienza di tifosi e pseudo appassionati di ciclismo, ma della mancanza di rispetto verso atleti e manifestazioni. Il ciclismo come le maratone sono eventi che necessitano di essere svolti in strada; questo comporta la chiusura spesso di strade principalmente durante la domenica mattina. Capiamo il disagio di qualcuno che magari non si è organizzato per tempo, però spesso tutto ciò sfocia in scene di piena indisciplina e spesso insulti verso gli atleti. In altre realtà come il Belgio si parla di grande rispetto verso i corridori, qui invece questa cultura deve essere ancora assorbita frutto anche di una società più da divano che sportiva. Ci auguriamo che episodi come quello visto a Camaiore ieri non accadano più, nel frattempo speriamo che gli spettatori l’importanza di seguire regole e divieti durante le corse anche per il bene della loro incolumità.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.