100 di questi anni, Pro Patria

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Dal punto di vista delle celebrazioni calcistiche, questo 2019 è ricchissimo. Sono diversi infatti i sodalizi italiani che in questo anno solare potranno celebrare il raggiungimento della tripla cifra per ciò che concerne l’età. In altre parole, i 100 anni di vita.

Un elenco ricco. Si spazia dalla Salernitana al Campobasso, dalla Vigor Lamezia alla Cavese, dal Piacenza all’Imolese passando lungo la via Emilia per la Reggiana che solo per meri motivi burocratici è costretta in questo particolare periodo storico a chiamarsi “Reggio Audace“. Ma la prima che in questo 2019 ha spento le 100 candeline sulla torta è stata la Pro Patria.

Una società importante del panorama calcistico nazionale. Squadra di Busto Arsizio, cittadina di quasi 84000 abitanti situata alle porte di Varese venne fondata presso lo storico Caffé Brugioli il 26 febbraio 1919 da reduci della Prima Guerra Mondiale. Il nome che venne scelto, Pro Patria et Liberate, simboleggiava infatti il sentimento nazionalistico che imperava in quel momento dopo aver vinto la Grande Guerra. Ma simboleggiava altresì la volontà dei soci fondatori di evitare di riproporre la dispersione sportiva di tante società sparse per Busto e dintorni, una situazione che prima della guerra era una consuetudine.

Da quel giorno, la Pro Patria ha vissuto innumerevoli avventure. Tanta Serie C, un fallimento e una rifondazione nel 2009. Ma anche otto campionati in Serie A, sei consecutivi tra il 1947 e il 1953 e due di fila tra il 1955 e il 1956. L’approdo in massima serie avvenne nel 1947, sotto la presidenza di Antonio Formenti, la guida tecnica di Carlo Rigotti e le 20 reti dell’attaccante Lelio Antoniotti. Tornei di Serie A nei quali la Pro Patria si è tolta diverse soddisfazioni, come il 4-0 rifilato alla Juventus a Torino del torneo di Serie A 1947/1948 con gol di Pozzi, Antoniotti e doppietta di Turconi o la goleada con l’Inter vittima. Il 22 giugno 1952, i Tigrotti batterono la Beneamata con un perentorio 5-1 con doppietta di Toros e Mannucci e gol di Guarnieri.

Già, i Tigrotti. Il soprannome con il quale la Pro Patria è universalmente riconosciuta nel mondo del calcio. Un soprannome dovuto a Bruno Roghi che nel 1931 etichettò in un suo pezzo su “La Gazzetta dello Sport” in questo modo la compagine di Busto Arsizio, poiché colpito dalla forza e dalla grinta degli uomini che indossavano la casacca a strisce orizzontali bianche e blu.

Un soprannome del quale Busto Arsizio ne va orgogliosa. Difficile infatti separare la Pro Patria dalla sua città. Una simbiosi che dura da 100 anni e che è state giustamente celebrata giovedì scorso al Teatro Sociale della cittadina lombarda. Dove 650 fortunati hanno potuto assistere alla serata-evento per il Centenario del sodalizio bustocco.

Un centenario caratterizzato da un hashtag. #vorreiincontrartifra100anni, così, parafrasando Ron, la Pro Patria ha voluto enfatizzare il suo centesimo genetliaco. Una definizione decisamente pertinente e appropriata. Poiché nessuno ha la sfera magica e quindi nessuno può sapere come saranno i secondi cento anni della Pro Patria. Ma sicuramente saranno caratterizzati dalla stessa grinta e voglia di combattere in ogni campo e in ogni categoria che hanno contraddistinto i Tigrotti fino a oggi. Buon Compleanno, Pro Patria.

Giuseppe Pucciarelli
Giuseppe Pucciarelli
Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.

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