Atalanta, quel tuo piccolo difetto da correggere…

I numeri – come si suol dire spesso – non mentono mai. Si possono fare tutte le teorie possibili, si possono avere tutte le opinioni possibili su un qualsivoglia argomento, ma dinanzi all’evidenza oggettiva di un riscontro numerico, anche i pareri più faziosi devono arrendersi.

E i numeri evidenziano come l’Atalanta stia facendo la sua ennesima stagione straordinaria. Dopo 23 giornate di campionato, la squadra di Gasperini è quinta in coabitazione con Lazio e Roma con 38 punti, a -2 dal Milan quarto. Ergo, i neroblu attualmente sono pienamente in corsa per una qualificazione nelle Coppe Europee. Un obiettivo che potrebbe essere concretizzato anche attraverso un’altra via, dato che la Dea si è qualificata per la semifinale di Coppa Italia, dove troverà la Fiorentina. Qualificazione ottenuta dopo aver battuto nettamente nei quarti in gara secca la Juventus per 3-0.

Una stagione che vede in gran spolvero gli attaccanti neroblu, tant’è vero che al momento il reparto offensivo dell’Atalanta è il migliore del campionato, con 50 reti realizzate. 16 delle quali portano la firma di Duván Zapata, punta di peso in campo e di diamante del mercato e della rosa bergamasca.

Ma, come affermava Tony Curtis in “A qualcuno piace caldo“, “nessuno è perfetto“. E non lo è neanche l’Atalanta. La squadra neroblu ha un piccolo difetto, ma che va assolutamente corretto. La Gasperini band prende tanti, troppi gol nel primo quarto d’ora delle partite. In 23 gare di campionato, delle 31 reti subite in campionato, 8 sono giunte nei primi quindici minuti. Ossia, poco meno del 26% del totale.

Una percentuale non altissima. Ma, se confrontata con quelle delle dirette rivali per la corsa europea, diventa esponenzialmente alta. Tanto per essere chiari, la Roma non ha mai incassato nel primo quarto d’ora, la Lazio solo 1 gol su 25 totali (percentuale del 4%), il Milan 3 su 21 totali, all’incirca il 14%.

Un confronto che vede quindi la Dea penalizzata, da questo punto di vista. Fortunatamente, la squadra di Gasperini in un solo caso ha dovuto soccombere dopo aver preso gol nel primo quarto d’ora, con il Napoli a Bergamo lo scorso 3 dicembre per 2-1. Negli altri sette casi, l’Atalanta ha o arpionato il pareggio (andata e ritorno con la Roma e con il Milan a S.Siro) oppure ha rimontato conquistato i tre punti, come con Bologna e Udinese in trasferta e come ieri con la SPAL, con Iličić e Zapata che hanno ribaltato il vantaggio di Petagna, ex di turno, all’8′ del primo tempo.

Però non sempre si può avere la forza di rimontare. Questo Gasperini lo sa benissimo ed ecco perché giustamente il tecnico di Grugliasco getta acqua sul fuoco, dichiarando ieri nel post partita con gli Estensi che bisogna ragionare partita dopo partita, perché è dura reggere questi ritmi. Parole sante. Una lotta così arcigna punto a punto – e non bisogna dimenticare di inserire nella lista Torino e Fiorentina – per l’Europa necessita una squadra che sia sempre sul pezzo sia fisicamente che mentalmente. Ma dal primo secondo delle partite.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.