Roma, segnali di Džeko proprio a ridosso della Champions

Cinque gol in campionato e cinque in Champions. Non sarà sui suoi soliti livelli Edin, ma se si sblocca proprio ora, alle porte di un periodo cruciale della stagione, la Roma non può che sfregarsi le mani. Nella facile serata del Bentegodi, sono arrivati numerosi segnali positivi per Eusebio Di Francesco a quattro giorni dalla fondamentale sfida dell’Olimpico contro il Porto, valida per l’andata degli ottavi della principale coppa europea. Intanto, la vittoria. Sarà stata anche una partita in discesa, sbloccata già dopo nove minuti da El Shaarawy, anche grazie a un buco della difesa clivense, ma si sa, vincere aiuta sempre. Per di più dopo un periodo abbastanza complicato per la truppa giallorossa, che veniva dall’umiliazione di Coppa Italia contro la Fiorentina e da una gara incoraggiante contro il Milan.

Il morale c’è, dunque, ed è rinforzato dal fatto che la squadra ha subito un solo gol in due partite, dopo i sette in novanta minuti contro i Viola. Poi, DiFra può sorridere per il recupero di alcuni giocatori importanti, De Rossi su tutti, e per la conferma di altri. El Shaarawy, zitto zitto, ha già messo a segno otto reti in campionato. Ieri tra l’altro il palo gli ha negato la gioia di una doppietta che sarebbe arrivata al termine di una prestazione impeccabile. Lo stesso Zaniolo, pur non nella sua migliore serata, ha fatto capire di essere un giocatore affidabile non solo sulla trequarti, ma anche in un’ipotetica linea a tre a centrocampo. E che dire di Kolarov? A 33 anni corre come un ragazzino, pur giocando praticamente sempre. Il 3-0 è suo (sesto gol in campionato) e arriva al termine di un’azione pregevole, col serbo che è partito come un razzo dalle retrovie e ha colpito con la lucidità di un ventenne.

Conferme importanti, poi, anche per Karsdorp, alla sua quarta partita consecutiva da titolare, e per Marcano, che ha rimpiazzato Manolas senza farlo rimpiangere. Soprattutto l’olandese, in attesa del ritorno del miglior Florenzi, sta trovando una continuità che non conosceva da anni. Meno arrembante ieri, ma ugualmente diligente e affidabile su quella corsia. Bene anche lo spagnolo, che in coppia con Fazio ha chiuso la porta in faccia agli avanti veneti, peraltro ieri abbastanza mobili e potenzialmente pericolosi.

Ma veniamo a Džeko, di cui accennavamo in apertura. La prestazione del numero 9 al Bentegodi, ieri capitano tra l’altro, è stata notevole. Una presenza costante nell’attacco giallorosso, col bosniaco che ha dato la sensazione di stare bene fisicamente, perché spesso ha arretrato il proprio raggio d’azione o si è allargato sulle fasce per favorire gli inserimenti dei compagni. Oltre alla solita presenza costante al centro dell’attacco romanista, naturalmente. Il gol del momentaneo 0-2 è un mix di classe e potenza: si incunea nella parte destra della difesa del Chievo, rientra su Hetemaj, mettendolo a sedere, e di sinistro trova l’angolino sul secondo palo. Dà la sensazione di poter essere fermato solo con le maniere forti, come nel secondo tempo, quando parte da sinistra, punta l’avversario diretto e scarica un sinistro verso la porta di Sorrentino, cogliendo una traversa che probabilmente sta ancora tremando. Senza dimenticare la rifinitura decisiva per il gol di Kolarov.

Insomma, un capitano che si prende la squadra sulle spalle, a tratti sa lavorare sporco, mettendosi al servizio dei compagni, a tratti sfodera colpi di qualità assoluta. Il tecnico giallorosso, dopo la gara, ha confidato la speranza che il bosniaco si sia tenuto qualche colpo in canna anche per il Porto. Intanto, però, il quarto posto, in attesa del Milan, è stato riagganciato e capitan Džeko indirettamente ha lanciato qualche segnale ai lusitani, mettendo loro quantomeno un pizzico di apprensione. E poi, si sa, vincere aiuta a vincere…

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Sardo di origini sicule, ama il calcio dalle “notti magiche” di Italia ’90. È laureato in Lingue con una tesi sulla lingua del calcio. Pubblicista, ha collaborato col periodico Vulcano e la tv sarda Videolina.