Lugano, una brutta partenza: ora la strada è in salita

Dal nostro inviato a Lugano (CH)

Chi ci segue regolarmente sa che non abbiamo mai lesinato complimenti al Thun. Quindi, l’affermazione dei bernesi, ieri sera, a Cornaredo, non ci stupisce. La prestazione del Lugano ci ha invece sorpreso negativamente, in quanto in assoluta controtendenza rispetto alle aspettative non solo nostre, ma un po’ di tutto l’ambiente. Pur non avendo mai voluto essere troppo ottimisti per il futuro dei sottocenerini (volevamo aspettare prima di parlare di Europa e Coppa svizzera), eravamo convinti che avremmo visto una partita diversa. Invece, solo i bernesi hanno recitato secondo copione atteso.

In definitiva, col Thun (se avesse confermato il proprio buon momento) si poteva anche perdere. Però, come ha detto Celestini a fine partita, la squadra non è praticamente scesa in campo. Abbiamo chiesto all’ex Matteo Tosetti un giudizio sull’incontro: “Li avevamo studiati in settimana con attenzione. Sapevamo che potevamo metterli in difficoltà con la loro difesa a tre spingendo sulle fasce, e così è andata. Sono rimasto anche io piacevolmente sorpreso dal ritmo e dall’intensità che siamo riusciti a mettere nel primo tempo: di solito diamo il meglio nella seconda frazione. Merito di quanto abbiamo fatto quest’inverno? Non saprei, dovrebbe rispondervi un preparatore atletico. Noi abbiamo come sempre lavorato in Svizzera, nonostante le condizioni climatiche difficili. La coppa a fine mese? Vedremo, giocheremo in casa, ma non mi illudo rispetto alle condizioni del campo. Il nostro è sintetico, è vero, ma non è riscaldato, e a fine febbraio, di sera, fa molto freddo.”

La difesa, ieri sera, in effetti ha fatto molta fatica. I centrali sono stati spesso anticipati e superati, e il solo Čovilo ha meritato la sufficienza, ma più che altro per quello che ha fatto vedere in attacco. Lavanchy ha segnato la rete della bandiera, sbagliando però diversi palloni, mentre Mihajlović ha molto sofferto sulla propria fascia di competenza. A naufragare, però, è stato soprattutto il centrocampo: Brlek e Piccinocchi non sono mai stato in grado di dirigere il gioco. Da un pallone perso dall’ex centrocampista delle giovanili del Milan è inoltre nata la rete che ha portato al vantaggio dei biancorossi, anche se le responsabilità sono anche della retroguardia. L’ex genoano, invece, ha giocato complessivamente una partita anonima, senza incidere.

Davanti, ovviamente, hanno pagato la serata di scarsa vena dei compagni. Bottani si è dato da fare moltissimo, correndo e provando a cercare le due punte. Tuttavia, sia Junior che Gerndt non sono stati in grado di graffiare. Lo stesso Sadiku, entrato a risultato ormai ampiamente compromesso, non è riuscito a trovare il modo di rendersi pericoloso. Tuttavia, ha messo una grande grinta nel corso dei suoi 30′ di gioco. E questa, forse, è una delle poche note liete della serata.

Marić, ieri sera capitano al posto di Sabbatini squalificato, ha visto anche qualcosa di buono: “Nella prima frazione siamo venuti giù bene 4 o 5 volte, però ci è mancato l’ultimo passaggio. Abbiamo avuto problemi in questi ultimi giorni per preparare la partita, date le condizioni del campo principale; stasera il terreno era molto pesante, ma lo era anche per gli avversari. La mia sensazione, a un certo punto, è stata che avrebbe vinto la prima squadra in grado di segnare, e così è andata: con un capo del genere, era difficile recuperare. Per la partita di Coppa, dovremo cambiare sicuramente atteggiamento: siamo mancati dal punto di vista della mentalità. Poi, merito anche a loro, che hanno dimostrato di attraversare davvero un buon momento, meritando di vincere.”

Un passo indietro, dunque. Ora, però, la strada sarà tutta in salita. Domenica, i bianconeri sono attesi a Sion e, la settimana successiva, saranno a Lucerna, prima di vedersela, a Cornaredo, con lo Young Boys. Il calendario prevede quindi la trasferta al Letzigrund (sponda Zurigo) e la visita, in Ticino, del Basilea. Cinque incontri (dei quali tre in trasferta) insidiosissimi. Il tutto mentre oggi il GCZ, rivale nella lotta per non retrocedere, ha ufficializzato il ritorno, sino a fine stagione, del centrocampista francese Ravet, che con le Cavallette e a Berna fece molto bene, e che alza sicuramente il livello tecnico della compagine guidata da Fink.

Servirà, quindi, ripartire. Già domenica, in Vallese, bisognerà avere un atteggiamento e una voglia differenti. I tifosi l’hanno presa malissimo: a creare sconcerto è stata soprattutto la qualità della prestazione. La squadra è apparsa macchinosa, lenta, in difficoltà nel fraseggio a centrocampo e nei duelli uno contro uno. Si dubita anche del modulo di gioco, fermo restando che, a nostro parere, i discorsi sulla disposizione tattica in campo sono superflui, di fronte a un atteggiamento di questo tipo da parte dei giocatori. Tuttavia, quella di ieri sera resta una squadra troppo brutta per essere vera: e tutti, ieri sera, si auguravano di vedere domenica, al Tourbillon, un’altra partita.

 

 

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.