Vacanze di lavoro per la Super League svizzera

La ripresa della Raiffeisen Super League svizzera è fissata per il primo fine settimana di febbraio, come sappiamo. Tuttavia, in questi giorni, tutte le squadre si raduneranno per la preparazione invernale.

I primi a partire sono stati quelli del Lucerna, già al lavoro da stamattina. Seoane dello Young Boys e Yakin del Sion hanno concesso ai loro ragazzi di rimanere con le famiglie sino a lunedì 7. Per tutte le altre, l’adunata è invece fissata in settimana. Quasi tutte le compagini (a parte il Thun, come sempre) faranno qualche giorno in Spagna o in Turchia, Paesi con un clima più mite, e dove si trovano numerose squadre di altri campionati europei e non. Sarà così l’occasione per disputare qualche amichevole.

Il calendario in tal senso, infatti, è già molto ricco. Lo Zurigo, in particolare, giocherà diverse partite con undici esteri per preparare l’incontro in Europa League con il Napoli. Per lo Young Boys, invece, solo squadre svizzere, così come per il Thun. Le strategie saranno poi differenti: il GCZ, per esempio, ha in programma ben 6 incontri amichevoli (dei quali sono uno contro una compagine elvetica, il primo con il Wil il 12 gennaio), il Basilea solo 2.

Ovviamente, i programmi sono solo abbozzati, e non si esclude che, in futuro, le amichevoli possano aumentare o diminuire, a seconda dei piani di lavoro dei singoli allenatori. Di sicuro, quello delle partite nel periodo invernale di sosta è un caposaldo del calcio svizzero. Zeman, per esempio, nel suo periodo luganese non aveva fatto mistero di non amare le amichevoli, e la cosa aveva destato qualche perplessità.

Inizio anno di polemiche a Berna. Come riportato dal Blick, lo Young Boys che sta correndo a piena velocità verso il secondo titolo consecutivo, guarda al futuro. E si sa, nel calcio l’avvenire sono i giovani. Il problema è che, nella capitale svizzera, i campi da gioco per farli crescere sono pochi, tanto da costringere il club giallonero a non accogliere tanti ragazzi che vorrebbero praticare il calcio sotto l’ala della società campione di Svizzera.

Si parla da tempo di creare un centro sportivo in zona Grosse Allmend: il progetto parla di quattro campi d’allenamento, spogliatoi e buvette per il ristoro degli accompagnatori. Il problema è che la municipalità vorrebbe coinvolgere più attori possibile e, così facendo, si parla di tempi di realizzazione decisamente lunghissimi (addirittura 5 anni). Il tutto crea non pochi problemi alle società satellite, per la formazione dei giovani calciatori. Insomma, una situazione difficile.

Riguardo ad arrivi e partenze, per ora solo a Berna si sono visti trasferimenti significativi. In un’ottica di restringimento della rosa, dopo la campagna europea, sono infatti partiti Leonardo Bertone e Sékou Sanogo, entrambi per destinazioni extraeuropee. Tutto fermo, finora, dalle altre parti, anche se, naturalmente, sono in corso diverse trattative.

Bocche cucite, soprattutto, a Basilea. Prima della fine dell’anno, il Blick ha parlato con il presidente Burgener. ha infatti destato un po’ di stupore il fatto che il presidente abbia ricevuto i giocatori in assenza del tecnico Koller. avevamo già scritto poco tempo fa dei problemi tra squadra, tecnico e dirigenza, con Streller che non vede di buon occhio l’allenatore. I risultati scadenti, ovviamente, non aiutano“Non credo sia un problema che il presidente parli con la squadra. Davvero secondo voi sarebbe una notizia?” ha detto al giornalista del quotidiano zurighese“Koller è un bravo allenatore: la vittoria contro lo Zurigo in campionato è stata merito suo, e dei cambi effettuati.”

Nell’intervista, a tutto campo, si è parlato anche del futuro del club: “Non voglio parlare di Sarasin (il banchiere, indicato da molti come interessato all’acquisto del Basilea, si era espresso in termini molto critici su Streller – ndr). Dico solo che il club non è in vendita, e che voglio passare qualche anno a fare il presidente. La gestione precedente di Bernhard Heusler ha portato il club a un livello record, con un fatturato di circa 132 milioni di franchi svizzeri. La mia idea è creare una squadra forte, ma con un ricambio minore. Il mercato di riparazione? Abbiamo in rosa giocatori forti, che hanno avuto problemi fisici. Se si riprenderanno, non ci sarà ragione di ingaggiare altre pedine. Noi, ovviamente, guardiamo al 2020: il Basilea vuole tornare a vincere in Svizzera, e a partecipare alle competizioni europee.”

 

 

Condividi
Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.