Da bidone a elemento imprescindibile: Bakayoko vuole guadagnarsi la maglia del Milan

Memori del grande giocatore ammirato con la maglia del Monaco, in estate i tifosi milanisti avevano appreso di buon grado il prestito con diritto di riscatto di Tiémoué Bakayoko. I 5 milioni sborsati al Chelsea per le prestazioni di questa stagione e i 35 previsti per acquisire a titolo definitivo il giocatore, però, sono sempre sembrati tanti, forse eccessivi per un giocatore che, nell’immaginario collettivo, avrebbe comunque fatto la riserva in un centrocampo composto da Biglia, Kessié e Bonaventura. Le prime prestazioni del francese, poi, hanno lasciato sconcertato l’ambiente milanista: Bakayoko è apparso macchinoso, impacciato, qualitativamente scarso e tatticamente spaesato. Più di una volta Gattuso ha provato a fare da scudo nei confronti del centrocampista a inizio campionato, prendendosi le responsabilità per aver gettato nella mischia un calciatore non ancora pronto.

I pesanti infortuni di Biglia e Bonaventura, però, hanno spalancato le porte della titolarità al giocatore e, contemporaneamente, il Milan ha cambiato pelle, passando per esigenze dovute alle assenze a un centrocampo a quattro. Bakayoko ha così potuto dare continuità alle sue prestazioni, migliorando visibilmente di gara in gara. Il pesce fuor d’acqua di inizio stagione si è trasformato ben presto in una diga fondamentale per i rossoneri che, in un periodo in cui la difesa è stata falcidiata dagli infortuni, sono riusciti a trovare solidità nel reparto arretrato, diminuendo drasticamente la media dei gol subiti ogni partita. Questo aspetto positivo (uno dei pochi) del Milan di fine 2018 è dovuto in gran parte al muro eretto da Gattuso a protezione della linea difensiva: Kessié e Bakayoko sono due colossi e recuperano una quantità enormi di palloni (in questo girone d’andata l’ivoriano detiene il primato dei rossoneri con 64 palloni recuperati, mentre il francese è secondo con 56). Bakayoko è così diventato un pilastro di questo Milan, entrando anche nella top 11 stagionale del diavolo per minuti giocati.

Il prezzo fissato per il riscatto rimane comunque molto alto e quindi la società rossonera deve valutare a 360 gradi la situazione del numero 14; innanzitutto, il suo rendimento è cresciuto esponenzialmente con il passaggio al 4-4-2: questo non sembra un problema, in realtà, dal momento che nell’ultima gara disputata dal Milan contro la SPAL è risultato come uno dei migliori in campo nonostante il modulo fosse il 4-4-3; la sensazione è che il ragazzo avesse solo bisogno di ambientarsi nella nuova squadra e nel calcio italiano e, ora che ha preso notevolmente confidenza, sembra poter svolgere con grande profitto anche il ruolo di mezzala nel centrocampo a 3. Nelle ultime partite ha dimostrato anche una certa padronanza a livello di tecnica individuale, rischiando anche la conclusione in porta senza sfigurare affatto (si pensi al bolide respinto da Gomis con la SPAL, esploso con il sinistro, il piede debole). Difficilmente si può pensare che Leonardo e Maldini assieme a Gattuso possano disegnare il Milan della prossima stagione con solo Bakayoko e Kessié nella zona nevralgica del campo: un giocatore come Biglia è essenziale per le trame di gioco dei rossoneri ma ora pensare a un terzetto di centrocampo composto dall’argentino fiancheggiato dai due mastini non è un’idea da scartare. Bonaventura potrebbe continuare a rivestire il ruolo di jolly, trasformandosi da mezzala ad ala e viceversa in base alle necessità della squadra (o in base all’avversario che si ha di fronte). Per ricoprire stabilmente il ruolo di terzo di centrocampo Bakayoko dovrebbe migliorare principalmente su frequenza e qualità degli inserimenti, cosa che Kessié fa già in modo eccelso.

Se da qui a maggio Bakayoko dovesse continuare a migliorare, sicuramente la dirigenza del Milan proverà a riscattarlo, provando magari a ottenere uno sconto sul prezzo del cartellino. Il Chelsea di Sarri non sembra interessato a puntare sul francese e potrebbe andare incontro ai rossoneri: d’altro canto i rapporti della società con il club londinese sono ottimi, come testimoniano i presti avvenuti negli ultimi anni (oltre a Bakayoko, ricordiamo anche van Ginkel e Pašalić, oltre agli attuali discorsi relativi a Fàbregas). Sta dunque a Bakayoko convincere i propri dirigenti sulla bontà dell’operazione: probabilmente non sarà mai un Desailly o un Vieira (per citare un paio di campioni simili a lui nel modo di stare in campo), ma almeno ora possiamo affermare con decisione che non è un flop.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.