La Juve si complica la vita, Ronaldo le toglie le castagne dal fuoco

C’era molta curiosità, tra tifosi e addetti ai lavori, per la probabile prima uscita stagionale in Serie A senza Cristiano Ronaldo per la Juventus di Massimiliano Allegri; curiosità accresciuta dal livello di difficoltà dell’avversario di giornata, quell’Atalanta che sotto la gestione Gasperini negli anni è entrata a far parte della borghesia del calcio italiano, e che tra le mura amiche nel Campionato in corso le aveva già suonate a Inter e Lazio, venendo piegata solamente allo scadere dal Napoli di Ancelotti.

Parlare con il senno di poi è ovviamente troppo facile, ma la scelta del tecnico livornese della Juventus di lasciare fuori Cristiano Ronaldo, Pjanić e Matuidi in una gara difficile come quella di Bergamo esponeva i bianconeri a più di qualche rischio, a maggior ragione perchè la condizione di giocatori come Khedira ed Emre Can fisiologicamente non poteva ancora essere eccellente;  a maggior ragione per lo sfiancante calcio di Gasperini fatto di pressione corale e un insieme di “uno contro uno”, che nel leggere gli Starting XI aveva tutte le carte in regola per mettere in pensiero i pluridecorati piemontesi.

Il goffo autogol di Djimsiti in avvio sembra spianare la strada agli ospiti, che pochi minuti dopo lo 0-1 trovano anche una roboante traversa con Bentancur. Gli orobici però non si demoralizzano, alzando intensità e baricentro fino a trovare il pari con un Duván Zapata letteralmente “on fire“, che si fa beffe della marcatura di Bonucci per scaraventare alle spalle di Szczęsny il pallone della parità. Dall’1-1 inizia una partita nella quale la Juve, priva del fosforo di Pjanić e dei sette polmoni di Matuidi, non riesce a farsi viva con pericolosità dalle parti di Berisha, con Dybala che si danna l’anima ma troppo lontano dalla porta, Mandžukić nella morsa dei centrali orobici e Douglas Costa che sfrutta in malomodo la chance dal primo minuto concessagli da Allegri.

In avvio di ripresa il centrocampista più in condizione della Juventus, Bentancur, si fa espellere, e poco dopo Zapata capovolge la contesa in favore dell’Atalanta; a quel punto a uscire fuori è la voglia di ribellarsi al risultato dei bianconeri, mentre a uscire fuori dalla panchina per fortuna della Juventus è Cristiano Ronaldo. Il portoghese entra in partita caricato a molla, e da subito genera scompiglio nella fase difensiva di un’Atalanta che conduce la sua partita sciupando un paio di ottime occasioni, ma subendo il determinato forcing finale torinese. Proprio Ronaldo è bravo e fortunato a farsi trovare al posto giusto per insaccare di testa il 2-2 finale, che non diventa 2-3 perchè al 91′ Bonucci è dietro la linea difensiva orobica quando insacca il gol che avrebbe completato la rimonta. Utile e al contempo agrodolce, il punto di Bergamo una conferma alla Juventus l’ha comunque fornita: nel dubbio, Cristiano Ronaldo è meglio averlo in campo.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.