Chiasso: il momento difficile attuale e le speranze per il futuro

A Chiasso, il Natale sarà meno allegro del solito, calcisticamente parlando. Ultima posizione in classifica, con soli 15 punti in 18 partite. Inoltre, ed è l’aspetto più pesante, solo 23 reti segnate e, soprattutto, 42 incassate. Un -19 che, in caso di arrivo a pari punti, condannerebbe i ticinesi alla retrocessione. Delle altre attuali pericolanti (Vaduz, Rapperswil e Kriens) la differenza reti peggiore è infatti quella del Rapperswil, con -9: ben 10 reti di differenza coi rossoblù.

Proprio con i sangallesi è arrivata l’ultima vittoria: uno 0-2 in trasferta, grazie ai gol di Padula (un giovane davvero interessante) e Milinceanu. Nell’ultimo fine settimana, invece, sono scesi al Riva IV gli zurighesi del Winterthur, secondo in classifica. Per i Momò (passati in vantaggio per primi proprio con Milinceanu) non c’è stato scampo: 1-3, e mancato aggancio o sorpasso alle due svizzere tedesche che precedono (il Rapperswil, appunto, e il Kriens, entrambe sconfitte, rispettivamente da Servette e Aarau).

Andrea Manzo, che ha sostituito in corsa Alessando Mangiarratti, ha indicato, in un’intervista rilasciata alla RSI dopo il fischio finale della partita contro i tigurini, quelle che saranno le priorità per il futuro: “Abbiamo preso troppi gol finora, e su questo ci sarà da lavorare. Non ci sono alchimie, bisognerà stare più attenti: prendiamo gol per errori individuali. Per il girone di ritorno, serviranno giocatori di un certo tipo: la società sta già cercando sul mercato ciò che potrà fare al caso nostro, siamo in sintonia sotto questo aspetto. Ci manca un leader, un uomo che dia ai compagni di gioco la serenità necessaria per giocare con un piglio diverso.”

Maurizio Cattaneo, presidente del Chiasso, sempre ai microfoni della RSI, ha confermato quanto espresso dal proprio tecnico: “Bignotti si sta già dando da fare per cercare due elementi o tre per rinforzare la spina dorsale della squadra. Credo ne occorra uno per reparto, per darci quella spinta in più che servirà nel girone di ritorno.”

Lo stesso massimo dirigente rossoblù ha poi rilasciato un’intervista a Chalcio.com, nella quale ha voluto ribadire la propria fiducia nel futuro. “Ci aspettavamo, francamente, qualcosa in più. Abbiamo perso degli scontri diretti per errori individuali, ma ci sta, con una squadra molto giovane. Però, guardando la classifica, la penultima è avanti a noi di una sola lunghezza.”

“Visto che le altre proveranno a rinforzarsi, dovremo farlo anche noi. Serviranno giocatori d’esperienza, capaci di non far disunire la squadra di fronte alle difficoltà. Manzo ha portato qualche trama di gioco interessante. Però, abbiamo pagato molto l’inesperienza dei giovani. Anche Mangiarratti ha pagato dazio per questo, ma credo avesse lavorato bene. Tuttavia serviva una scossa all’ambiente, e l’arrivo di Manzo l’ha data.” 

Un giocatore con queste caratteristiche era Antoine Rey, ex capitano del Lugano di Zeman e della promozione in Super League dei bianconeri. Tuttavia, il vodese ha deciso di pensare al futuro, accettando un impiego in banca, e rescindendo consensualmente il proprio contratto coi rossoblù. Non smetterà con il calcio giocato: scenderà in campo col Mendrisio, in 2 Lega, dove si trova la sede del nuovo posto di lavoro.

Manzo è tatticamente abbastanza duttile: tuttavia, ha basato il proprio progetto sulla difesa a tre, contando sull’apporto dietro, se necessario, di Padula e del neo capitano (dopo l’abbandono di Rey) Belometti. La squadra è però giovane e avrebbe bisogno, soprattutto, di qualche certezza in più in difesa.
Dal punto di vista societario, dopo i recenti terremoti, sembra essere tornata la calma. Certo, il nuovo corso del calcio ticinese non piace a molti tifosi della vecchia guardia, che non vedono di buon occhio il progetto di crescita che vede il Lugano capofila e il Chiasso, nella serie cadetta, a crescere i giovani bianconeri più promettenti.
Le recenti, violentissime polemiche sul Team Ticino hanno infatti visto le due squadre sottocenerine fare fronte comune contro il Bellinzona. Ciò non toglie che soprattutto i tifosi più anziani guardino con un pizzico d’invidia la compagine granata la quale, nonostante si trovi un gradino più sotto, in 1^ Liga Promotion, ha una media di 1.000 spettatori a partita. Al Riva IV, finora, se ne sono visti poco meno di 5.000 in totale, che fanno 537 a incontro.
Davvero troppo pochi. Ma, purtroppo, il Sottoceneri soffre della concorrenza con Milano e con la Serie A: ne sanno qualcosa anche 20 chilometri più a nord, dove non si riesce a riempire Cornaredo neppure con Basilea e Young Boys. C’è poi la figura di Leonid Novoselskiy, magnate russo, con un piede (e mezzo) nel settore giovanile del Lugano, spesso presente anche in tribuna al Riva IV. Si parla molto di lui, negli ambienti calcistici della Svizzera italiana: il futuro ci dirà con quale ruolo.

 

 

Condividi
Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.