La piccola grande storia di Katayoun Khosrowyar

Lasciate che vi presenti Katayoun Khosrowyar: Katayoun è una donna iraniana, cresciuta negli Stati Uniti, che ha ottenuto la licenza FIFA “A” per l’allenamento. Ed è la prima nel suo genere.

Katayoun fece già parlare di se qualche mese fa, quando, guidando come allenatrice la Under 19 Femminile dell’Iran, emerse e si piazzò in testa al suo gruppo nella Asian Football Confederation: lei, ingegnere chimico figlia di atleti (il padre iraniano era un nuotatore professionista), si era messa in testa da giovane, dopo aver giocato a calcio vestendo la maglia del suo college, che doveva giocare nella nazionale di calcio femminile statunitense.

Il primo viaggio di famiglia in Iran, però, le fece cambiare idea e le cambiò completamente i piani: ora l’obiettivo, a 24 anni, era allenare la nazionale di calcio femminile iraniana perchè era convinta di poter fare la differenza: “Quello che sto facendo ora sarebbe stato inaudito cinque anni fa. La forza, la tenacia e la cultura di queste donne hanno catturato la mia attenzione, volevo essere parte di loro”.

Ora Katayoun Khosrowyar è la prima donna iraniana a conseguire una licenza FIFA “A” per l’allenamento e dopo il suo arrivo ha rivoluzionato tutti gli aspetti del calcio femminile, curando lo scouting, gli allenamenti e la dieta: i suoi metodi di allenamento, dopo i risultati raggiunti con l’Under 19, sono stati applicati a tutti i livelli delle nazionali femminili del paese, che sono tutte sotto la sua gestione, compresa la Nazionale Maggiore.

Non solo, finalmente il calcio femminile viene visto ora in Iran in un modo diverso e, per la prima volta, non solo gli uomini sono direttamente coinvolti nello sviluppo delle squadre, ma è stato concesso a Khosrowyar e alla sua squadra di assistere alla partita della nazionale maschile di calcio presso l’Azadi Stadium di Teheran: “Il supporto è arrivato in maniera inaspettata, il segretario generale della federazione è passato sul campo di allenamento con un gruppo di uomini e pensavano che stessi allenando una squadra maschile. Tutto è cominciato dall’U19, siamo state un esempio”.

A giugno Khosrowyar si è trovata a gareggiare con l’allenatrice dell’Heerenveen Women Anouk Bruil e con l’allenatrice del Riga United Liga Patupa per il premio World Soccer United Coach Award e ha vinto con uno schiacciante 56% dei voti, contro il 27% della Bruil e il 17% della Patupa. Queste le sue parole: “Il lavoro paga. Questo riconoscimento dimostra come il calcio femminile iraniano sia in crescita e mette l’Iran sotto una nuova luce. Per me è un grande onore e sto lavorando duramente per crescere come allenatrice. Quando ero giocatrice nella nazionale iraniana ho visto come fossimo trattate diversamente dagli uomini e ho promesso a me stessa che non avrei più permesso a nessuna ragazza di sentirsi a disagio con addosso i panni della nostra nazionale. Ho lavorato per quattro anni come assistente allenatore e poi sono stata promossa come allenatore capo e i risultati si sono visti: spero di aver disegnato un percorso per tutte le donne iraniane, voglio mostrare a loro e al resto dell’Asia che noi siamo capaci di raggiungere alti livelli quando ci impegniamo seriamente nell’allenamento”. In bocca al lupo, Katayoun.

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Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.