In Pulgatorio: il cattivo della settimana

Questa settimana, il protagonista da spedire in Pulgatorio è Cristiano Ronaldo. Intendiamoci: non certo per demeriti sportiviCR7, a Torino, alla faccia di chi aveva espresso perplessità sulla sua tenuta atletica, e dubbi sull’opportunità di portarlo in bianconero, sta dimostrando di essersi ambientato alla grande nella nostra Serie A. Sono in molti ad avere espresso il parere che questa possa essere considerata la Juventus più forte di sempre.

Proprio per questo motivo non ci sono piaciute le polemiche del portoghese dopo l’assegnazione del Pallone d’Oro all’ex compagno Luka Modrić. La delusione ci può stare, ovviamente. Però, a nostro parere, non può delegittimare un premio e un meccanismo di assegnazione che gli ha permesso di far man bassa, negli ultimi anni. Il riconoscimento viene dato, da sempre, per ciò che si è fatto nella stagione precedente. Entrambi i giocatori hanno vinto la Champions (erano compagni di squadra a Madrid, come ben sappiamo). La differenza l’ha fatta la splendida cavalcata mondiale del croato, che non può essere compensata dal diverso rendimento dei rispettivi giocatori, con il proprio club, in questi ultimi mesi.

CR7 aveva il dovere morale di essere sul palco, l’altro giorno, a premiare il suo ex compagno di squadra. Magari sussurrandogli nell’orecchio “Non sciuparmelo troppo, che il prossimo anno lo rivoglio indietro.”  Il fuoriclasse portoghese, del resto, ha tutte le carte per potersi giocare il successo l’anno prossimo: vincendo la Champions con la sua Juve, e affermandosi nella fase finale della Nations League, quest’estate. Se ciò accadrà, siamo dell’idea che Luka Modrić sarà tra il pubblico, nel 2019, ad applaudirlo. Chiudendo, con classe, questo incidente diplomatico che, però, inizia a ripetersi un po’ troppo spesso.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.