Trofeo Kopa: l’Italia può sorridere

A causa dell’infinita diatriba nata in séguito all’assegnazione del Pallone d’Oro a Luka Modrić, in Italia è passato in secondo piano un altro verdetto di grande importanza: il trofeo Kopa. A vincerlo è stato Kylian Mbappé, e su questo non c’è mai stato alcun dubbio: l’attaccante del PSG è di gran lunga il più forte e il più talentuoso tra i giovani calciatori sparsi per il mondo e, per non correre rischi, in estate ha pensato bene di vincere un Mondiale da titolare segnando pure in finale. Mbappé non è ancora ventenne, di conseguenza ci aspettiamo che alzi questo trofeo anche nei prossimi due anni, nei quali punterà con decisione anche al Pallone d’Oro (quest’anno è arrivato quarto).

Ovviamente questo premio in mano a Mbappé non ha avuto grande risonanza all’interno della stampa italiana, che però avrebbe potuto focalizzarsi di più sulla top 10 del trofeo Kopa: se tra i migliori 30 del Pallone d’Oro non v’è traccia di calciatori italiani, tra i migliori Under 21 del mondo ce ne sono addirittura due, Donnarumma e Cutrone. La Serie A è stata rappresentata dal solo Mandžukić nella classifica del più ambito premio di France Football, mentre nel trofeo Kopa figurano ben tre giocatori di squadre italiane nei primi sette posti (oltre a Donnarumma e Cutrone, infatti, c’è il romanista Kluivert, meritevole del gradino più basso del podio). Un motivo d’orgoglio non da poco per il nostro campionato, il più rappresentato in questa top 10 (la Francia segue con due calciatori, Mbappé e Aouar, mentre le altre leghe vantano al massimo un esponente – la Liga nemmeno uno).

Essendo reduci da un disastro sportivo come la non partecipazione al Mondiale, il fatto di avere dei giovani di altissimo livello è motivo non solo d’orgoglio ma di grande speranza. In una nazione abituata ad annoverare un Pallone d’Oro quasi ogni decade (Rivera nel 1969, Rossi nel 1982, Baggio nel 1993, Cannavaro nel 2006), non aver avuto neanche un calciatore sul podio dal 2010 al 2019 (a meno di inaspettati exploit il prossimo anno) è motivo di riflessione. Non è un caso che Donnarumma e Cutrone, rispettivamente quarto e settimo nella graduatoria, appartengano al Milan: la società rossonera, a causa dei grossi problemi economici avuti negli ultimi anni, si è vista quasi costretta a puntare sui giovani del proprio vivaio, una politica che però sta dando i suoi frutti.

Valorizzare i ragazzi è un vantaggio incredibile per una società calcistica, anche a livello economico: se pensiamo ai 180 milioni di euro che il Monaco ha incassato per l’allora diciottenne Mbappé, capiamo immediatamente quali plusvalenze straordinarie possano portare operazioni di questo tipo. Nel mercato di oggi, un giovane che si mette in mostra anche per un breve periodo assume immediatamente un valore di mercato enorme, oltre a rappresentare un patrimonio tecnico di lunghissima durata per le squadre che hanno la forza di trattenerlo. C’è quindi da fare i complimenti ai nostri campioncini, non dimenticando di elogiare anche chi ha avuto il coraggio di lanciarli prima e dar loro fiducia poi. Nel 2019 Donnarumma e Cutrone, ormai nel giro della Nazionale maggiore, saranno protagonisti nell’Europeo Under 21 che gli azzurrini disputeranno in casa: vincere questa competizione sarebbe un ulteriore, importantissimo segnale di rinascita del nostro calcio.

 

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.