Popolo di santi, poeti, navigatori e giocatori di bowling

Molti over 30 sono nati con il mito del grande Lebowski, le avventure di Drugo e i suoi amici in un thriller commedia di fine anni novanta ambientate tra le piste di bowling. Proprio di bowling vogliamo parlare oggi perché In questi giorni gli italiani stanno scoprendo che quel passatempo serale ereditato dalla tradizione statunitense in realtà ha una vera federazione con tanto di mondiale. Il merito di tale rivelazione è di sei ragazzi, Pierpaolo De Filippi, Antonino Fiorentino, Marco Parapini, Nicola Pongolini, Marco Reviglio ed Erik Davolio, e del loro commissario tecnico Massimo Brandolini.

Stiamo parlando dei componenti della nazionale italiana di bowling vincitori a Hong Kong della rassegna iridata dopo aver superato in finale gli Stati Uniti per 2-0. La classica sfida dove Davide ha affrontato e battuto Gola come ha affermato lo stesso Brandolini. Dietro questo trionfo però non c’è solo la sorpresa di aver ribaltato il pronostico della vigilia, ma anche ciò che ha preceduto l’evento, la fatica e le spese per essere presenti. Dietro questo successo infatti c’è una crisi economica che qualche anno fa ha portato a un cambiamento radicale il movimento nostrano. La chiusura di alcuni bowling center, il commissariamento della federazione non hanno favorito la divulgazione di questa disciplina a carattere sportivo, lasciando nel limbo del panorama amatoriale. Con questo successo e con tutta la pubblicità che ne è scaturita in questi giorni si spera di avere una cassa di risonanza che possa migliorare qualcosa. Un po’ come accade ad alcune discipline dopo il periodo olimpico. Insomma manca l’ultimo lieto fine a questa favola tutta italiana.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.