Italia, il girone verso Euro 2020 è abbordabile: l’analisi delle nostre avversarie

Conclusa la prima, storica avventura nella nuova Nations League, per l’Italia comincia la corsa verso gli Europei 2020, con le qualificazioni che cominceranno il prossimo marzo per concludersi poi a novembre, prima dei play-off di Marzo 2020. Gli Azzurri ripartiranno dal Gruppo J, in cui troveranno Bosnia ed Herzegovina, Finlandia, Grecia, Armenia e Liechtestein: un girone forse con qualche potenziale mina vagante, in primis da parte della Bosnia, ma sulla carta decisamente abbordabile soprattutto per l’Italia vista nelle ultime uscite. Insomma, mancare il primato nel girone sarebbe davvero inaccettabile.

BOSNIA ED HERZEGOVINA

Reduce da un’ottima Nations League in cui è anche riuscita a conquistare la promozione in Lega A superando Austria e Irlanda del Nord, la Bosnia è senza dubbi l’avversaria più insidiosa del girone per gli Azzurri. Superata una difficile, seppur breve parentesi tra lo storico Mondiale 2014 e il 2017, la squadra balcanica ha ripreso a crescere con l’arrivo in panchina dell’esperto Prosinečki, che ha dato nuova verve al gioco della Nazionale e, più in generale, al fertile movimento bosniaco. Nelle ultime uscite, la Bosnia si è spesso affidata a un 4-3-3 piuttosto offensivo, con il romanista Dzeko come prima punta, lo juventino Pjanić in mezzo al campo con il ruolo di mezzala e il genoano Zukanović al centro della difesa. Squadra interessante, sia per le individualità che per il modo di giocare caratterizzato da un equilibrato mix tra fisicità e qualità, seppur resti un’avversaria decisamente più abbordabile rispetto alle altre inserite in seconda fascia come la Germania. Avendo vinto il proprio girone di Nations League, tra l’altro, la Bosnia è già certa di un posto almeno ai play-off del prossimo marzo, a prescindere dalla posizione finale nel girone.

FINLANDIA

Sebbene i tempi d’oro della squadra traghettata da Litmanen a centrocampo siano finiti già da un pezzo, la Finlandia sta lentamente provando a ripartire con un nuovo ciclo. E il primato nel Gruppo 2 della Lega C (anche in quel caso con la Grecia) e la conseguente promozione in Lega B testimoniano la bontà del lavoro del ct Kanerva: pur non potendo contare su particolari individualità (nella rosa finnica spicca solo il nome del portiere Hradecky, scelto in estate dal Bayer Leverkusen per sostituire Leno), è riuscito a creare una squadra equilibrata con il 4-4-2 e, soprattutto, piuttosto solida in difesa, dove gioca anche il centrale del Crotone Vaïsänen: in Nations League, i biancazzurri hanno subito soltanto tre reti, tutte tra l’altro arrivate nelle ultime due gare, quando la vittoria del girone era ormai già stata messa in ghiaccio con le quattro vittorie ottenute nelle prime quattro uscite. Una forza difensiva da non sottovalutare da parte dell’Italia, vista la grande difficoltà mostrata dagli Azzurri nelle ultime partite soprattutto in fase realizzativa. Meno prolifico, invece, il reparto offensivo, guidato dalla punta del Norwich Pukki, autore di tre delle cinque reti realizzate dalla sua squadra, e accompagnato dall’esterno dello Sporting Gijón Lod. Anche la Finlandia, tuttavia, è già certa di un posto almeno ai play-off di marzo 2020 avendo vinto il proprio girone di Lega C.

GRECIA

Decisamente più deludente, invece, è stato il percorso in Nations League della Grecia, arrivata soltanto terza nel Gruppo B della Lega C. Una disfatta che è costata la panchina al tedesco Skibbe, sostituito un mese fa da Anastasiadis, tecnico classe ’53 con tanta esperienza a livello di club in Grecia, deciso a provare a rilanciare un movimento che, anche a causa dei tanti problemi economici degli ultimi anni, sta vivendo una preoccupante fase di stallo. Eppure, non mancherebbero talenti interessanti e personalità di spicco nella rosa biancazzurra: dalla coppia centrale di difesa Manolas-Papastathopoulos al mediano del Benfica Samaris e al trequartista dell’Olympiakos Fortounis, fino a Mitroglou, punta di grande esperienza a livello europeo. Senza aver visto ancora all’opera la squadra con il nuovo allenatore, insomma, resta difficile valutare la pericolosità della Grecia per gli Azzurri: le potenzialità per diventare la vera mina vagante del girone ci sono tutte, ma i deludenti risultati ottenuti negli ultimi anni (l’ultima partecipazione alla fase finale di una competizione ufficiale risale al Mondiale 2014) hanno creato un clima di maggior cautela e diffidenza anche all’interno della tifoseria greca.

ARMENIA

La Nazionale armena gira inevitabilmente da tempo attorno al nome del più importante calciatore della loro storia: il fantasista dell’Arsenal Henrikh Mkhitaryan, già capitano della sua Nazionale da diversi anni e autore di 26 reti in 80 presenze. Sarà principalmente l’ex United e Borussia Dortmund l’uomo chiave da tenere a bada in una squadra di livello certamente non alto, come testimoniato dal secondo posto nel proprio Gruppo di Lega D alle spalle della Macedonia. Il ct Gyulbudaghyants si è affidato nelle ultime uscite al 4-2-3-1, diretto a esaltare le qualità di Mkhitaryan come uomo tutto fare in mezzo al campo e della punta dei Chicago Fire Movsisyan. Nonostante i suoi limiti a livello individuale, però, l’Armenia non va comunque presa eccessivamente sottogamba, come testimonia l’ultimo precedente contro Azzurri: nel 2013, la squadra allenata ai tempi da Prandelli fu fermata sul 2-2 al San Paolo andando in svantaggio per ben due volte, perdendo così la possibilità di presentarsi come testa di serie al sorteggio per i Mondiali 2014.

LIECHTENSTEIN

Senza troppi dubbi, è il Liechtenstein l’anello debole del Gruppo J. Già avversaria degli Azzurri nel girone di qualificazione ai Mondiali 2018, la squadra allenata da Pauritsch è reduce da un ultimo posto nel Gruppo 4 della Lega D di Nations League con appena quattro punti conquistati, alle spalle persino di Gibilterra, a testimoniare il suo 181 posto nel ranking FIFA. Risultati in realtà non così imprevedibili per una Nazionale formata in gran parte da giocatori di livello dilettantistico o appartenenti a club di campionati minori, fatta eccezione per l’empolese Marcel Büchel. Ma dalle due gare contro questa squadra sarà lecito attendersi sei punti senza troppi affanni.

 

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.