Gli svizzeri e l’uguaglianza di genere

In questi giorni, in Svizzera e non solo, sta infuriando una notevolissima polemica per il trattamento che hanno ricevuto le calciatrici del Basilea Femminile al gala per festeggiare i 125 anni di fondazione del club.

Cosa sarebbe successo? Mentre il team maschile, presente e passato, dell’FC Basel si sarebbe seduto in giacca e cravatta come ospite ai migliori tavoli di gala, consumando un delizioso menù a tre portate, alle calciatrici del Basilea Femminile sarebbe stato riservato un trattamento diverso: alle ragazze sarebbe stato dato il compito di vendere i biglietti della lotteria ai tavoli, per poi mangiare un semplice panino in una stanza adiacente.

La cosa ha provocato la reazione indignata da parte di una moglie di un giocatore del FCB che si sarebbe lamentata di questa ingiustizia e la notizia è subito dopo rimbalzata sui network svizzeri fino ad approdare alla CNN. Interrogata in tal merito, il club si è giustificato con la mancanza di spazio (la stanza misurava 3300 metri quadrati) perché il FCB voleva avere il maggior numero di posti possibili per il pubblico. Come si dice in questi casi, una toppa peggiore del buco.

Ma è andata davvero così? Analizziamo i fatti. Le donne della FCB sono state trattate allo stesso modo della maggior parte degli altri impiegati rosso-blu, molti dei quali, donne e uomini, hanno svolto un incarico di lavoro durante la serata. Le ragazze, secondo il club, hanno deciso di dare il loro aiuto per la serata, considerando che i proventi della lotteria avrebbe finanziato il dipartimento giovanile e femminile del Basilea. Che non fosse il caso di avere un comportamento del genere è possibile, indipendentemente dal fatto che il 125° anniversario sia stato celebrato solo internamente al club e non con una festa aperta al pubblico.

Quelli che ora difendono il Basilea puntano il dito sia sul fatto che è stupido parlare di questione di genere in un club dove molte donne si trovano in posizioni di comando e che la faccenda è stata usata dalla politica per avere sui giornali una storia di cui parlare nel nome della lotta di genere. Quelli che attaccano il club svizzero, invece, concordano sul fatto che la FCB non ha trattato la sua squadra femminile in maniera professionale ma anzi in modo offensivo, imbarazzante, discriminatorio, scioccante e degradante.

Fa però specie che anche una certa parte della stampa svizzera si stia schierando dalla parte del Basilea, aizzando lo spettro del “mostro in prima pagina da avere a tutti i costi” e spiegando come una storia come questa, facilmente scandalizzante, possa aumentare la visibilità di alcune testate. Addirittura qualcuno si spinge più in là dicendo che solo l’interesse del pubblico decide come vengono distribuiti i proventi tra calcio maschile e femminile e punta il dito contro quelli che gridano allo scandalo, accusandoli di non seguire il calcio femminile allo stesso modo del calcio maschile.

A queste persone, rispondo con un dato: lo scorso martedì, il governo di Basilea ha invitato molte celebrità al Musical Theater in onore del produttore cinematografico Arthur Cohn, dove c’era la proiezione del suo capolavoro “Il giardino dei Finzi Contini“, film che dà un segnale contro l’antisemitismo e il razzismo e quindi anche contro la discriminazione. La lunga lista degli ospiti del governo comprendeva la prima squadra maschile del Basilea. Le donne non sono state invitate. Finora nessuno si è ribellato.

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Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.