No, grazie, non ci serve niente

Domenica 25 novembre, alle ore 12:30, al campo “Gino Bozzi” di Firenze andava in scena Fiorentina-Juventus, gara di cartellone dell’ottava giornata della Serie A Femminile 2018-2019. Al minuto nove l’attaccante bianconera Cristiana Girelli riusciva a deviare la palla in rete per il vantaggio ospite. Apriti cielo.

Dagli spalti dello stadio sono piovuti dei cori sessisti indirizzati proprio alla bianconera, cori che hanno tirato in ballo anche l’aspetto fisico, ironia della sorte, proprio nella Giornata contro la Violenza sulle Donne. Le offese non si sono fermate alla partita ma sono proseguite, in sottofondo, mentre la Girelli veniva intervistata durante l’intervallo, e sono andate avanti fino all’uscita delle giocatrici dal campo dopo il triplice fischio.

L’attaccante della Fiorentina Ilaria Mauro è stata la prima in campo a dire basta agli imbecilli, travestiti da tifosi viola, che erano presenti sugli spalti e che stavano perpetrando questi cori. A fine gara la stessa Girelli, una volta finita la gara, ha risposto ai cronisti che le chiedevano conto dell’episodio citando Leonardo Bonucci: “Alle offese rispondo con un sorriso. E, come sostiene il mio collega Bonucci, la mamma degli ignoranti è sempre incinta nonostante la Giornata contro la violenza sulle donne. Spero che questa gente non venga più sui campi di calcio perché il calcio non è questo”. Le ha fatto eco Sara Gama, capitano della Juventus: “Insulti a Cristiana? Si commentano da sé e lei ha risposto sul campo”.

Incredulo il responsabile della divisione femminile bianconera Stefano Braghin che ha tirato in mezzo le solite diatribe verbali che erano volate nei giorni precedenti alla sfida: “L’ingresso nel calcio donne dei top club maschili deve portare valori buoni, non il peggio: non ce n’è proprio bisogno, rischiamo di distruggere qualcosa che è solo positivo. Dispiace, bisogna stare attenti anche a cosa si dice durante la settimana. Fa già male nel maschile, se lo portiamo nel femminile rischiamo di distruggere tutto. Mi spiace per quello che è successo. Dobbiamo portare altri valori nel calcio, e il femminile deve essere l’esempio“.  

Sandro Mencucci, presidente della Fiorentina Women’s, ha commentato visibilmente imbarazzato: “Quello che non c’era mai stato nel calcio femminile sono proprio queste scene di maleducazione. Il calcio femminile è bello perché queste cose non accadono. La Girelli, tra l’altro, è una bravissima calciatrice e anche una bellissima ragazza. Purtroppo qui ci portiamo dietro quello che succede nel calcio maschile. Ma visto che lo spettacolo è bello e le squadre stanno dando il massimo, nessuno merita insulti. Io sono favorevole per un tifo all’inglese, spero che le persone si rendano conto che è meglio applaudire e basta”. 

È pazzesco dover commentare un episodio del genere: sarebbe già gravissimo di suo, diventa paradossale doverne parlare in contemporanea con la Giornata contro la Violenza sulle Donne. Questo dimostra solo che un certo razzismo da stadio ha deciso di cominciare a inquinare anche il calcio femminile proprio nel momento in cui si stanno costruendo le basi del movimento ed esso ha più visibilità mediatica. Fino a ieri il calcio femminile era un’oasi felice dove ognuno tifava per la propria squadra, ora c’è il forte rischio di una contaminazione, da parte delle frange più intransigenti del tifo calcistico maschile, di un mondo che deve rimanere lontano da certi squallidi scenari. È il caso che non venga sottovalutato questo campanello d’allarme e che la situazione sia analizzata e porti a una scelta forte da parte della FIGC: bisogna tenere pulito l’ambiente del tifo femminile, reagendo come si fa con un piazzista invadente e scortese: “No, grazie, non ci serve niente”.

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Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.