La Fiorentina va avanti a pareggi, ma in attacco qualcosa continua a non tornare

Ancora un pareggio per la Fiorentina in campionato. La squadra gigliata chiude a reti bianche il derby dell’Appennino in casa del Bologna. Risultato giustissimo vista la quantità di azioni pericolose offerte dalle due squadre. Un palo di Milenkovic poteva segnare un destino diverso all’incontro, ma alla fine lo 0-0 è il risultato che si sposa meglio con questa partita.

Le statistiche del primo tempo inquadrano in maniera perfetta ciò che si è visto nella prima frazione di gioco. Un Bologna arrembante nel primo quarto d’ora soprattutto a destra con Poli ben ispirato. I viola scesi in campo praticamente statici, incapaci di fare più di un tiro in porta e poi di colpo trasformati dopo il 15’ quando riescono a mettere sotto la compagine felsinea. Nel complesso però la partita è nervosa, giocata principalmente a centrocampo e con poche idee confuse in fase di attacco. Non a caso per vedere l’unica azione degna di nota bisogna attendere fino al 43’ quando Orsolini di testa costringe il francese Lafont a distendere e intervenire in maniera provvidenziale. Nel tridente viola, orfano dell’infortunato Pjaca, colpisce la poca sintonia tra Chiesa e Simeone, due elementi  che non riescono a comunicare con la palla tra i piedi dissipando la mole di gioco della manovra gigliata.

Trame di gioco e motivazioni che non mutano anche al rientro dagli spogliatoi. Il Bologna fa indispettire il pubblico di casa con giocate lente e un atteggiamento svogliato. Nella Fiorentina l’argentino Simeone non riesce a sbloccarsi davanti, neanche quando viene servito in avvio su un contropiede. Anche Chiesa non sembra dare il giusto apporto, mentre Gerson nel tridente sembra trovarsi pienamente a suo agio reclamando in futuro un posto nei tre d’attacco: sempre se l’ex romanista riesce a garantire continuità alle sue prestazioni. Nel finale c’è spazio pure per Thereau, assente quest’anno per via dei vari acciacchi. Un’ultima mossa disperata di Pioli per evitare quel segno X ormai costante della Fiorentina nell’ultimo periodo.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.