Massimo risultato, minimo sforzo: Juve, un sabato pomeriggio perfetto

Turn-over, vittoria e dispendio energetico limitato: questi i tre ingredienti che rendono perfetto o quasi, il sabato pomeriggio della Juventus capolista. Massimo risultato con il minimo sforzo per i piemontesi, catechizzati da Allegri quanto basta per evitare di inciampare in una delle diverse insidie che la sfida con la SPAL nascondeva: dal rientro di molti calciatori dagli impegni con le Nazionali, al rischio di sottovalutare gli estensi o ancora al volare con troppo anticipo con la testa alla sfida di Champions League contro il Valencia di martedì prossimo.

Tutti ostacoli, che gli ultimi sette anni ci hanno insegnato essere sempre stati saggiamente maneggiati dai pluri-Campioni d’Italia, ma d’altronde come già evidenziato più volte nel corso di questo inizio di stagione probabilmente mai come quest’anno in Campionato il compito dell’allenatore livornese dovrà essere quello di tenere alto il livello di tensione di una squadra che rischia di avere in se stessa la principale avversare in ottica Scudetto.

A Torino arriva una SPAL priva di timori reverenziali, e anzi forse anche fin troppo disinvolta: favoriti dalla superiorità numerica a centrocampo e da due esterni per nulla intimoriti e/o bloccati dai rispettivi dirimpettai (Fares e Lazzari) gli ospiti tengono a lungo il pallone tra i piedi nella metà campo bianconera anche per l’approccio un pò svagato dei padroni di casa, ma anche per qualche leziosismo di troppo faticano a rendersi veramente pericolosi dalle parti di  un Perin praticamente inoperoso. A valle di un avvio di gara poco convincente, forse unico motivo di risentimento da parte di Massimiliano Allegri nei confronti dei suoi ragazzi, la Juve alza i giri del motore e il gol arriva casualmente, ma per inerzia, sul calcio piazzato: è Pjanić ad armare il piattone sinistro di Cristiano Ronaldo che apre le marcature allo Stadium.

Punita al primo vero tiro in porta della partita dei locali, la SPAL accusa il colpo, con Mandžukić che nella ripresa blinda il successo dei locali con il secondo “giro di chiave” al lucchetto che la Juve mette sui tre punti. Il pomeriggio perfetto cui accennavamo in apertura ha restituito alla Juventus il solito elettrico Douglas Costa, ed è stato completato dai minuti che il turn-over allegriano ha permesso di mettere nel motore a giocatori come Perin, Rugani e De Sciglio; gente che per una Juventus dichiaratamente focalizzata sulla conquista della Champions League può diventare fondamentale, e oggi l’ha dimostrato per l’ennesima volta.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.