Viviani, a Gand il dulcis in fundo

Quando un atleta termina una stagione sportiva, la prima cosa che fa è stilare un bilancio di cosa è andato bene e cosa invece si è sbagliato, affinché si possano effettuare i correttivi opportuni. E alla fine di questo particolare esame di coscienza, puntuale come un orologio svizzero dalle sue labbra scaturisce la frase: “l’anno prossimo devo fare ancora meglio“.

Non vogliamo peccare di presunzione, ma siamo pressoché convinti che Elia Viviani non pronuncerà queste parole, quando farà la radiografia al suo 2018. Il corridore veneto tramuterà la canonica frase in: “l’anno prossimo…spero di fare uguale“. Già, perché riuscire a fare meglio di questo 2018 è praticamente impossibile. Il primo anno con la maglia della Quick-Step Floors per l’atleta di Isola della Scala è stato semplicemente qualcosa di sublime. 18 corse vinte, tra le quali 4 tappe al Giro d’Italia con la Maglia Ciclamino della Classifica a Punti, 3 tappe della Vuelta a España e due ciliegine sulla torta: la Classica di Amburgo e, soprattutto, il Campionato Italiano in quel di Darfo Boario Terme. Una maglia tricolore conquistata non con una volata generale di gruppo, anzi, ma resistendo agli scatti in salita di due come Pozzovivo e Visconti – non certo gli ultimi arrivati – per poi beffarli nello sprint ristretto.

Ma pensi a Elia Viviani e automaticamente sei portato a pensare anche alla pista, considerato che il veneto è l’attuale Campione Olimpico dell’Omnium. Dopo una stagione di pausa, Viviani è tornato piano piano a girare sull’anello e anche qui si è tolto delle soddisfazioni. L’argento assieme a Liam Bertazzo, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Michele Scartezzini nell’inseguimento a squadre ai Campionati Europei di Glasgow e la recentissima vittoria alla Sei Giorni di Gand assieme al compagno di squadra, il belga Iljo Keisse.

Per coloro che non masticano quotidianamente il ciclismo, spieghiamo brevemente. Per “Sei Giorni” si intende una manifestazione che si tiene in un velodromo nell’arco appunto di sei giorni dove si sfidano coppie di corridori e ogni membro della coppia deve affrontare più prove. Alla fine, la coppia che ottiene più punti si aggiudica la rassegna. La Sei Giorni di Gand, in Belgio, è una sorta di istituzione: velodromo pieno tutti i giorni in ogni ordine di posto, tifo indiavolato da finale di Champions League, esposizione mediatica spinta ai massimi livelli. Viviani e Keisse hanno utilizzato una tattica accorta: prudenza nei primi tre giorni, pedale sull’acceleratore al quarto per passare in testa alla classifica e amministrare negli ultimi due.

Un successo che ha emozionato molto il veneto, che ha così chiuso in bellezza il suo 2018. A Gand, Viviani ha trovato il più canonico dei “dulcis in fundo”. Sperando che possa essere anche l’aperitivo per un 2019 che possa essere uguale per il corridore della Quick Step Floors.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.