Vietato mollare, sognare deve essere (ancora) lecito

Dopo l’autentico disastro di Monza, Vettel e la Ferrari sono chiamati a una reazione già a partire dal prossimo Gran Premio, in programma a Singapore. Il tracciato asiatico è di fatto un fortino Mercedes con le ultime due edizioni spartite tra Rosberg e Hamilton; Hamilton appunto, il rivale al titolo Mondiale di Sebastian Vettel che con trenta punti di vantaggio può gestire al meglio le ultime sette gare del campionato.

Parlare di pista Mercedes è ormai un gioco inutile visto i netti miglioramenti della scuderia di Maranello tanto da farla diventare la vettura migliore del circus, superando gli acerrimi rivali della Mercedes in termini di prestazioni. Ma nella Formula 1 le sole prestazioni delle monoposto non bastano e tra strategia, abilità dei piloti e talvolta anche una dose di fortuna le armi per vincere sono molteplici.

A Monza appunto la Ferrari è sembrata fin dalle prime prove libere del venerdì l’auto più in palla e nelle qualifiche il predominio è stato netto con la prima fila tutta rossa nel Gran Premio di casa, a posizioni però invertite rispetto alla graduatoria mondiale; e già questo è stato il primo errore strategico facendo uscire di pista prima Vettel e dopo Räikkönen favorendo così il finlandese con il gioco delle scie.

In gara poi il pasticcio è stato ulteriormente aggravato: prima Kimi che in partenza chiude la porta a Vettel e il tedesco stesso che nella variante della Roggia troppo testardo si tocca con Hamilton girandosi e finendo in fondo allo schieramento, poi la caduta nella trappola Mercedes con Räikkönen costretto dietro a Bottas consumando gli pneumatici.

Ormai Monza è passata e in casa Ferrari è obbligatorio guardare al futuro, anche con speranza: la vettura è competitiva e Vettel, a netto di ulteriori errori, può gareggiare alla pari con Hamilton. Sarà fondamentale il ruolo dei compagni di scuderia: Bottas in Italia è stato perfetto, Räikkönen, nonostante le voci di un addio a fine stagione siano sempre più insistenti, dovrà rosicchiare punti importanti all’attuale leader della classifica mondiale.

La storia passata dà un ulteriore speranza per tenere acceso il sogno del titolo che manca da undici anni tra le Rosse: nel 1976 Hunt fu protagonista di un’incredibile rimonta su Lauda tanto da far diventare questa storia un apprezzato film e nel 1986 Prost sembrava spacciato prima di prevalere in extremis su Mansell. Senza tornare indietro troppi anni, nel 2010 e nel 2012 proprio con protagonista Vettel entrambi i Mondiali sono stati vinti all’ultima gara partendo da una posizione in classifica sfavorevole rispetto ad Alonso, suo avversario in entrambi i precedenti.

L’anno passato però nelle ultime sette gare la Ferrari è letteralmente crollata e, anziché reagire, spianò la strada al dominio di Hamilton che riuscì agevolmente ad alzare al cielo il suo quarto titolo mondiale. In questo caso il tedesco accumulò altri 43 punti di ritardo dall’inglese, cosa che i tifosi italiani non si augurano. Paradossalmente l’anno scorso, seppur con una macchina peggiore rispetto all’attuale, la situazione era più tranquilla con soli tre punti di distacco da Hamilton a sette gare dal termine.

Un ruolo fondamentale sarà ricoperto anche da Arrivabene e Binotto che dovranno infondere tranquillità e dare le giuste direttive per studiare strategie migliori in grado di far nuovamente volare la Rossa; a Räikkönen e soprattutto Vettel il compito, mica facile, di non commettere errori e di andare al massimo. Perchè la passione Ferrari non molla e fino all’ultimo darà il massimo, sognando sempre questo maledetto titolo Mondiale.

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Nato a Brescia nel marzo del 1992, ama lo sport in generale, soprattutto calcio, tennis e motori. Pratica i primi due a livello amatoriale senza grandi risultati. Appena può, ama seguire gli sport "dal vivo".