Russia 2018 – Svizzera, tutto pronto per la sfida contro la Serbia

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La nazionale svizzera è giunta, nella serata di ieri, a Kalinigrad dove, al Kaliningrad Stadium, domani sera, con calcio d’inizio alle 20, sfiderà la Serbia, in una partita fondamentale e molto sentita, non solo per motivi calcistici, come avremo modo di spiegarvi.

La stampa, a Belgrado e dintorni, ha calcato molto la mano sul gioco fisico degli elvetici contro il Brasile. Un laconico Tadić, secondo quanto riportato dalla RSI, a chi gli chiedeva se fosse preoccupato per la grinta mostrata dalla Svizzera nella partita inaugurale contro i verdeoro, ha risposto: “Dove sta il problema? Nel calcio accade, talvolta, di confrontarsi con squadre dal gioco ruvido. Abbiamo gli argomenti idonei per poter replicare in modo adeguato.” I serbi i conti sanno farli: con una vittoria, domani sera, sarebbero qualificati. Rispetto, quindi, per i rossocrociati; ma, nel contempo, consapevolezza dei propri mezzi e delle conseguenti ambizioni.

Dusko Tosić, in retroguardia, ha giocato una buona partita all’esordio contro Costa Rica. A chi gli chiedeva le sue sensazioni per la sfida contro la Svizzera, ha risposto (FIFA): “Dobbiamo ripetere esattamente la partita giocata contro il Costa Rica, con i nostri undici giocatori attenti ai loro compiti difensivi, a partire da Mitrović per arrivare al portiere Stojković. Credo sia questa la chiave per vincere questa partita.”

Non è invece piaciuta, a gran parte dei tifosi serbi, così come riferisce sempre la RSI, la foto postata de Xherdan Shaqiri su Instagram dei suoi scarpini, che riportiamo qua sotto: accanto al drappo rossocrociato, fa bella mostra di sé la bandiera del Kosovo. Considerata la situazione politica, benzina sul fuoco delle polemiche. Facile immaginare che, domani sera lo stadio sarà una bolgia, con i serbi che giocheranno praticamente in casa, vista la tradizionale vicinanza culturale coi russi. Insomma, una sfida che si annuncia rovente, in tutti i sensi.

Chi, invece, ha voluto smorzare i toni, è stato Valon Behrami. In un’intervista rilasciata all’Aargauer Zeitung, il giocatore dell’Udinese ha voluto dire la sua sul clima delle partite di calcio in generale: “A volte, facciamo passare il messaggio che il campo da calcio sia un terreno di guerra. La gente è convinta che su quel rettangolo ci si batta con acredine. In realtà non succede niente, è tutta scena. Siamo calciatori, e vogliamo essere un modello per i bambini”. L’ex giocatore del Napoli è poi passato alle polemiche extracalcistiche su Svizzera-Serbia. “È vero, le relazioni tra Serbia e Kosovo sono complicate. Io, però, gioco per la Svizzera!” Parole da leader, in un gruppo dove si parlano 9 lingue diverse: oltre alle tre nazionali, si aggiungono l’inglese, l’albanese, lo spagnolo, il portoghese, l’albanese e il serbo-croato.

Il Blick, invece, si è inventato il Petkomatun passatempo attraverso il quale ci si può improvvisare commissari tecnici della Nati, creando la propria formazione ideale. I lettori online del quotidiano di Zurigo promuovono la difesa di Petković e i due mediani ma, davanti, vorrebbero vedere Embolo sulla destra con Shaqiri dirottato al centro (il sacrificato sarebbe Džemaili) e, soprattutto, Mario Gavranović al centro dell’attacco elvetico.

In conferenza stampa, Vlado Petković è apparso concentrato e anche abbastanza teso: (FIFA): “Non ho detto nulla di speciale ai ragazzi, so che faranno una grande partita domani: ho parlato di calcio, e non di politica. Sappiamo che ci sarà una grande atmosfera allo stadio, e un grande ambiente. Ho qualche dubbio sulla formazione, che risolverò domani, per qualche acciacco, soprattutto da parte di Behrami. Abbiamo dovuto fare un trasferimento complicato per venire fin qua, ma non ci lamentiamo: dimostreremo sul campo che abbiamo la forza per andare oltre le difficoltà oggettive.”

“La partita sarà equilibrata, e abbiamo naturalmente grande rispetto per i nostri avversari. Non potremo giocare solo una partita fisica: dovremo anche tenere un ritmo atletico elevato, per tutti i 90′, per mettere in difficoltà una squadra molto forte tecnicamente come la Serbia. Non penso che le seconde partite siano più difficili della prima: la seconda sfida, di solito, ci dà qualche certezza in più riguardo alla forma dei giocatori, alla coesione del gruppo. Faremo, ovviamente, di tutto per vincere domani sera.” 

 

 

 

Silvano Pulga
Silvano Pulga
Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.

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