Verso Russia 2018 – Belgio, l’esclusione di Radja Nainggolan fa rumore

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Dopo che il tecnico del Belgio Roberto Martinez ha deciso di escluderlo dalla lista dei 23 convocati per il Mondiale in Russia, il centrocampista della Roma Radja Nainggolan ha affidato ad un’intervista al sito belga Het Laatste Nieuws il suo sfogo e la sua delusione. E il suo addio alla Nazionale.

Il Ninja non usa giri di parole: “Speravo di poter partecipare a un’esperienza come il Mondiale. Era un mio sogno da bambino e ora mi è stato portato via. Meritavo di andare in Russia. Ne ho avuto abbastanza, il mio addio ai Diavoli Rossi è ormai segnato. Non mi piace indossare maschere. Sono chi sono. Se ad alcune persone non va bene, non posso farci niente. Non cambierò per loro. Sono stanco di essere sempre dipinto come un cattivo ragazzo. Il calcio è ancora un hobby per me. Ok, è diventato il mio lavoro, ma io voglio essere giudicato per le mie prestazioni, non per quello che faccio fuori dal campo. Dovremmo parlare diversamente di Maradona per questo motivo? Ognuno è libero di fare ciò che vuole se in campo gioca bene. Pensate che tutti i calciatori siano bravi ragazzi? Non me ne vergogno“.

Una decisione che ha spiazzato tutti: Non ci ho pensato molto. Ho solo scritto quello che è venuto dritto dal cuore. Nemmeno il mio agente sapeva che avrei lasciato la Nazionale. Sono nel Guinness dei primati per essere l’unico calciatore di un certo livello a cui non è stato permesso di andare al Mondiale per due volte di fila. E’ una cosa talmente incomprensibile che riesco già a riderci su“.

Nainggolan ha anche rtaccontato i dettagli del colloquio privato avuto con Martinez: “Ci siamo visti a Fiumicino domenica. Il mio primo pensiero è stato che volesse parlarmi faccia a faccia per essere sicuro che mi comportassi bene. Ho chiamato i miei compagni di Nazionale Mertens, De Bruyne, Fellaini e Hazard per sapere cosa ne pensassero, se veniva per spiegarmi alcune regole o per dirmi che non sarei andato al Mondiale. Ha iniziato a dire che sono un top player con un ruolo importante nella Roma. ‘Se fossi un allenatore di club, costruirei una squadra su di te’, ha detto. ‘Ma in Nazionale non è possibile, non ho abbastanza tempo per farlo’. Ha anche detto che sono un calciatore troppo importante per partecipare al Mondiale come ventesimo della squadra. ‘Ci sono calciatori giovani che sarebbero contentissimi di entrare anche solo per un minuto, tu no’. In parte capisco la sua spiegazione quando parla di tattica, ma poi penso: se due centrocampisti dovessero infortunarsi? Mette dentro i giovani? E poi perché venire a Roma? Ha avuto paura di avere problemi se mi avesse portato in Russia”.

Come era preventivabile si è scatenato un putiferio attorno a Martinez, che ha tagliato corto parlando di decisioni solo tattiche, cercando quindi di sfatare il mito secondo cui tra lui e Nainggolan ci sarebbe uno scarso feeling per i comportamenti fuori dal campo del centrocampista: “Sappiamo che Radja è un top player. La ragione è semplice ed è solo tattica: negli ultimi due anni la squadra ha giocato con un determinato modulo e c’erano giocatori nel suo ruolo. Sappiamo che è un giocatore importante nel suo club e so che ha un ruolo popolare importante, ma non possiamo dargli questo ruolo qui. Il mio compito è creare una squadra che sia vincente”. Le spiegazioni del CT belga non hanno convinto molti tifosi che hanno lanciato una petizione sul popolare sito Change per riportare il Ninja in nazionale e che in un giorno ha già raccolto quasi 30.000 firmatari. Manca un mese al Mondiale e in casa del Belgio è già aria di burrasca.

Stefano Pellone
Stefano Pellone
Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.

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