Il tempo passa, ma non per tutti

Solamente un anno fa il mondo intero celebrava il diciottesimo (e record assoluto) titolo slam di Roger Federer dopo una finale thrilling contro Rafael Nadal proprio qui in Australia e, 365 giorni dopo e con un Wimbledon in più in bacheca, lo svizzero si ripete e per certi versi lo fa ancora meglio.

Il campione di Basilea infatti è approdato in finale senza concedere nemmeno un set contro giocatori del calibro di Chung (capace di battere Djokovic, ma costretto al forfait per delle vesciche), Gasquet e Berdych, mentre il croato ha battuto Edmund dopo aver approfittato del ritiro di Nadal ai quarti.

L’inizio della finale è tutto di marca elvetica: Federer vola sul 4-0 con due break di vantaggio per poi gestire il vantaggio chiudendo il primo set 6-2 e mettendo in mostra un tennis di un altro pianeta per qualsiasi avversario.

Čilić però non si perde d’animo e nel secondo parziale resta incollato allo svizzero (annullando comunque tre palle break) e nel secondo gioco fallisce anche due occasioni per strappare il servizio a Roger. Sul 5-4 Federer cala con il servizio e, commettendo due doppi falli, regala un set point a Čilić che però non lo concretizza e si prosegue così in parità fino al tie-break. Qui il numero sei del tabellone gioca sempre aggressivo e sul 6-5 trova un gran risposta che gli permette di pareggiare il computo dei set.

La chiave di lettura di questo inizio di è stato il servizio di Čilić: nel primo set non ha quasi mai funzionato, mentre nel secondo il servizio esterno ha creato molti grattacapi a Federer che, complice anche un suo piccolo calo sul finale di parziale, è stato costretto a cedere il primo set di tutto il torneo. Čilić sembra essere più in palla del numero due del mondo, prende più rischi giocando maggiormente da dentro il campo e risponde bene, ma sul 3-2 un lampo dello svizzero gli consente di strappare il servizio all’avversario e incanalare il terzo parziale. Federer mette così il pilota automatico (incredibile un suo diritto in controbalzo) e porta a casa il set con il punteggio di 6-3.

Nel quarto parziale pronti via ed è subito break Roger: Čilić in vantaggio 30-0 compromette tutto facendosi rimontare e il set sembra già essere segnato. Ora Federer sulle ali dell’entusiasmo dà spettacolo, ma ha un clamoroso passaggio a vuoto cedendo il servizio a zero nel sesto gioco e la situazione è di nuovo in parità. Lo svizzero pare essere veramente alle corde e nel game successivo salva altre due palle break, ma alla terza capitola e perde il quarto set con il punteggio di 6-3 a cospetto di un Čilić che sembra essere tornato quello del secondo set.

Il calo di Federer sta molto nel servizio e anche nel primo gioco del quinto parziale è costretto a salvare due palle break prima di convertirne una in suo favore nel gioco successivo. Dalle due palle break mancate si è passati così al 2-0 per lo svizzero complice soprattutto un game al servizio sciagurato del croato. Il livello del tennis in campo è calato rispetto all’avvio di partita e Federer su questi ritmi va a nozze: secondo break e set incamerato con il punteggio di 6-1.

Roger Federer chiude la partita con 24 ace, 41 colpi vincenti e ben 40 errori non forzati, mentre Marin Čilić paga a caro prezzo il calo del servizio nel set decisivo. Lo svizzero a 36 anni vince il suo ventesimo titolo slam, il sesto Australian Open (secondo consecutivo). Gli aggettivi sono finiti, l’immenso Federer anche in questo 2018 sarà un assoluto protagonista: Crono sembra voler fermare il tempo per farci continuare ad ammirare un tale campione leggendario.

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