Come entrare nella storia in una notte di gennaio. La grande impresa del Leganés.

Stadio Bernabeu, 24 gennaio 2018. Il Real Madrid perde in casa 1-2 con il Leganés e dice addio alla Copa del Rey. Un evento che davvero pochi avrebbero pronosticato, soprattutto dopo che all’andata i blancos erano riusciti a imporsi per 1-0. Ma anche stavolta il calcio ci ha sbalordito. Ha confezionato una nuova storia da raccontare, di quelle che diventano subito indimenticabili.

Per capirsi, qui si va oltre al consueto paragone tra Davide e Golia. Non c’è solamente l’evidente differenza tra l’una e l’altra squadra, costruite per obiettivi diversi e soprattutto con denari diversi. Qui entra in gioco anche un altro fattore, che rende ancora più “romantica” la qualificazione dei biancoblù. Leganés è un comune di circa 182.000 abitanti, quindi non proprio piccolissimo. Ma è praticamente attaccato a Madrid, distante solamente 16 km dalla capitale spagnola. Proprio per la vicinanza è molto probabile che la maggior parte dei suoi cittadini tifino per il Real. Anche perché fino all’anno scorso il Leganés non si era mai cimentato con la Primera División, avendo sempre militato nelle serie minori; l’attuale stagione è la seconda in Liga dopo il 17esimo posto – con annessa salvezza – ottenuto all’esordio. Ecco che quindi la vittoria assume un’importanza e un sapore ancora più buono.

Il Leganés ha saputo indubbiamente approfittare del momento del Real, in crisi nera in campionato. Zidane ha preferito dare spazio alle cosiddette seconde linee, ma non è bastato a difendere il risultato positivo dell’andata. La squadra di Garitano ha avuto il merito di crederci, anche se le speranze erano ridotte al lumicino. Lo ha fatto puntando sulle armi a sua disposizione, la voglia e lo spirito di sacrificio. Resistendo agli attacchi a testa bassa del leone ferito, diventato tutt’a un tratto schiavo della sua superiorità. Quando Eraso, al 31′ del primo tempo, ha realizzato il vantaggio, il Leganés ha cominciato a credere all’impresa. E non si è fatto traumatizzare dalla rete del pareggio di Benzema, che ha riportato avanti il Real per il discorso qualificazione. Ha trovato il gol del nuovo vantaggio, con l’ex conoscenza del calcio italiano Appelt Pires (ha giocato con le maglie di Juventus Primavera, Pro Vercelli, Spezia, Pescara e Livorno) e non si è fatta più rimontare. Resistendo strenuamente e aggrappandosi alle parate provvidenziali di Champagne.

E al 90′, tra i fischi assordanti di un Bernabeu deluso e arrabbiato con i suoi pupilli, il Leganés ha esploso la sua gioia e stappato lo champagne (inteso stavolta come spumante). Ha potuto festeggiare un’impresa straordinaria, che lo proietta per la prima volta nelle semifinali di Coppa del Re. Un’impresa fenomenale che ha però un gusto ancora più buono, visto l’avversario contro cui è avvenuta. Ieri il Leganés ha semplicemente scritto la storia.

 

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.