Pellegrino a Southampton, sulle tracce di Pochettino

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Eccolo, finalmente, il sostituto di Puel sulla panchina del Southampton. Sono bastati pochi giorni di riflessione per la società biancorossa per meditare, valutare e scegliere il successore del francese in panchina, esonerato nonostante una stagione non così negativa: sarà Mauricio Pellegrino il nuovo allenatore dei Saints, a cui si è legato per i prossimi tre anni.

Una scelta affascinante, per certi versi forse anche rischiosa, ma frutto della volontà di premiare e lanciare sul palcoscenico della Premier League un allenatore che, dopo tanti anni di gavetta, è finalmente riuscito a esplodere, diventando il traghettatore della sorpresa della Liga della scorsa stagione, il Deportivo Alavés. Era il successo che da tanti anni sognava Pellegrino, che fino a quel momento aveva vissuto una carriera di alti e bassi, con più soddisfazioni in Argentina che in Europa: dall’apprendistato al fianco di Benítez a Liverpool e Inter, fino alle esperienze positive con Estudiantes e Independiente, passando per la fallimentare e brevissima avventura nel Valencia degli anni più bui come dopo Emery.

Ecco perché in pochi si aspettavano il successo straordinario della scorsa stagione in terra basca, dove il piccolo Deportivo Alavés si trovava ad affrontare la prima stagione in massima serie dopo 10 anni: la proprietà ci aveva visto lungo, però, tanto da volerlo a tutti i costi, arrivando a sacrificare persino l’allenatore-eroe della promozione, Bordalás. La classica scelta rischiosa che può portarti al successo, così come farti crollare e renderti inviso alla tua tifoseria. Ma Pellegrino era libero, dopo aver deciso di lasciare l’Indipendiente per aver mancato per il secondo anno di fila il grande obiettivo della stagione, la qualificazione alla Libertadores, e i baschi non si sono voluti lasciar sfuggire l’occasione.

Con l’argentino, che dell’Alavés era stato anche giocatore nell’ultima esperienza della propria carriera, i biancazzurri hanno chiuso la stagione con un incredibile nono posto, anche se il miracolo più grande stava per essere compiuto in Copa del Rey: soltanto il Barcellona dei campioni è stato in grado di fermare in finale la grande cavalcata basca, mai arrivata così avanti in questa coppa nella sua storia. Merito di un gruppo solido, un mix vincente di esperti giocatori come Devyerson, Ibai Gómez, Ruano con giovani talenti di cui, statene certi, se ne parlerà molto bene in futuro: da Pacheco a Llorente, fino al gioiello Théo Hernández, per cui il Real è oggi pronto a fare follie pur di strapparlo ai cugini dell’Atlético.

Pragmatismo, ordine, 4-2-3-1 equilibrato, esaltazione dell’importanza del collettivo come espressione del suo gioco: a Southampton potrebbe essere arrivata una vera e propria ventata di aria fresca, con un tecnico capace di dare qualità e quantità alla propria rosa, con caratteristiche totalmente differenti da quelle del predecessore Puel. Un biglietto da visita che a molti, soprattutto in Inghilterra, ricorda quello di un altro Mauricio passato dal St. Mary’s Stadium e oggi uno degli allenatori più apprezzati d’Europa grazie al suo splendido lavoro fatto prima con i Saints e poi con il Tottenham: Pochettino. Un paragone e un’eredità tanto pesanti, ma che rendono bene l’idea che molti tifosi dei Saints si sono fatti in queste ore dopo l’annuncio: il sogno di rivedere quella combinazione tra gioco divertente, capacità di far crescere talenti e grande incisività che ha fornito le basi per trasformare i Saints in una presenza fissa nella parte medio-alta della classifica di un campionato sempre più difficile come la Premier League.

Francesco Moria
Francesco Moria
Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.

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