Editoriali

Inutile calciomercato

Son passate più di 24 ore dalla chiusura della porta dello Starhotels: il calciomercato è finito, l’ultima folle giornata è, adesso, nettamente alle spalle. Ora, si possono provare a fare i conti, parlando di ciò che è successo e ciò che invece si pensava potesse accadere (e che non è accaduto).

IN EXTREMIS – L’addio di Ranocchia, in casa Inter, ha costretto Ausilio a guardarsi attorno per cercare un sostituto: uno che non avesse troppi sogni di gloria e che fosse comunque utile alla causa nerazzurra. Un difensore che poi, guardando com’è finita, neanche si è “spostato” più di tanto, e non intendo geograficamente. Suning per Suning, l’Inter acquista Sainsbury, il primo australiano della storia, preso dallo Jiangsu. Chi è? Nel 2013 eletto miglio giovane australiano dell’anno, nel 2015 ha vinto la Coppa d’Olanda con lo Zwolle, poco dopo campione d’Asia con i Socceroos. Buon elemento, per l’unica grande che ha portato a termine un acquisto nell’ultimo giorno di mercato in cui ci aspettavamo qualcosina in più; per il resto, movimenti importanti ma nessun colpo in canna esploso. Da segnalare il trasferimento di El Kaddouri all’Empoli, con il marocchino che saluta Napoli con tanto di dedica su Instagram, e poi il trasferimento di Mounier all’Atalanta (consiglio ai fantacalcisti: tenetelo in considerazione per l’asta di riparazione). La follia? La Dea l’ha preso dal St.Etienne, che l’aveva fatto suo… 4 giorni fa, comprandolo dal Bologna. Una vacanza transalpina, dunque, prima del ritorno in Italia, per un giocatore forse sottovalutato, qui nel Belpaese. Un altro ritorno, sempre abbastanza bizarro, è quello di Ibarbo, che ritrova Cagliari dopo non aver proprio esaltato nel periodo in prestito al Panathinaikos.

COLPI IN CANNA Quello di Defrel, il caso più significativo. L’attaccante sperava di fare il salto definitivo di qualità e approdare alla Roma, che ha provato, sì, a prenderlo sbattendo però contro il muro eretto dal Sassuolo, che ha fatto il prezzo e non ha acconsentito a nessun tipo di sconto. Intesa che non si è trovata, e tutto è saltato. Defrel che così rimane a Sassuolo, mentre a Roma ci rimane Gerson, un altro di quelli a cui cambiare aria avrebbe fatto sicuramente bene. Inoltre, quante parole spese nell’ultimo mese per Giaccherini, ingabbiato dalle pretese di De Laurentiis – che di sconti non ne fa nessuno – e costretto a rimanere a Napoli a fare lo scaldapanchine, mentre non è stato un colpo in canna Gabbiadini, ceduto al fotofinish, seppur nelle ultime ore, quei ritardi sull’annuncio, facevano pensare a una vicenda Soriano-bis (ma all’inverso). Nulla di fatto anche per quanto riguarda Hertaux ed Hernanes, entrambi sul punto di salutare rispettivamente l’Udinese e la Juventus ma alla fine rimasti dov’erano, così come alquanto clamorosa la scelta di Biabiany, che ha detto no al Chelsea di Conte, primo in Premier, ben sapendo che per il resto della stagione siederà sistematicamente in panchina. O in tribuna.

IN CONCLUSIONE – Tanto baccano per nulla. Noi in primis abbiamo lavorato in maniera talmente intensa da spellarci le mani, martedì scorso, e averne talmente le tasche piene di calciomercato nostrano da evitare qualsiasi discorso o commento al riguardo, il giorno dopo. Adesso, però, che tutto si è calmato, torniamo a pensare a quanto successo due giorni fa. Ovvero: una fiumana di gente al seguito di una serie di notizie che, a ben pensarci, non entusiasmavano neanche i parenti dei diretti interessati. Non ce ne voglia Sainsbury, ma il suo approdo all’Inter non ha dato senso a una giornata totalmente dedicata alle trattative. Già: una giornata intera dedicata al mercato, che per tutto gennaio ha fatto parlare di sé, nonostante esso stesso avesse ben poco da dire. I paradossi del calcio? No, no, fermi: il calcio è un’altra cosa. Il mercato fa da contorno al pallone che rotola, ne è un parente neanche così stretto. Fa colore, però, e a qualcuno diverte. Per questo motivo, ne scriviamo anche noi, fermo restando che – personalmente – avessi potuto scegliere, sarei stato in tribuna a San Siro per un Inter-Lazio che, due sere fa, creava il primo presupposto per seguire un derby di Coppa Italia che ieri sera, grazie al rigore di Totti, infiammerà la fase finale della competizione. Che è tutto fuorché bella e interessante, ma questa è un’altra (triste) storia dei giorni nostri.

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Alex Milone