Calcio femminile: nasce la Lucchese, muore il Villacidro

Il mondo del calcio femminile è un mondo in continuo mutamento e alcune novità importanti, positive e negative, arrivano dai territori regionali. Partiamo dalla Toscana dove nasce finalmente la Lucchese in rosa, grazie al neopresidente Gianni Nannini, già da tempo socio dell’As Lucchese Libertas 1905. La società si chiamerà Lucchese Libertas Femminile e vestirà i colori rosso e nero in accordo con l’As Lucchese Libertas 1905.

A promuovere il progetto dal punto di vista sportivo sarà Elena Bruno, responsabile del settore giovanile nonché ex difensore di Pisa, Lucca, Agliana e Firenze con oltre 10 anni di carriera alle spalle tra Serie A e Serie B. Allenatrice Uefa-B, ed è stata nominata dall’Associazione Italiana Allenatori Calcio responsabile per il calcio femminile in Toscana e ha affiancato Enrico Sbardella nella preparazione delle ragazze della Nazionale Italiana Under 15 Femminile. Oltre alla prima squadra che militerà nel campionato regionale toscano, il progetto sarà soprattutto rivolto alle giovanissime per la nascita di un settore giovanile interamente femminile e per l’avviamento della scuola calcio femminile per tutte le bambine della Lucchesia.

Per una realtà che nasce, ce n’è purtroppo una che muore. In Sardegna il Villacidro, una realtà storica del calcio femminile nazionale, è costretta a chiudere i battenti e lo fa con un comunicato su Facebook da parte del suo presidente Valter Saiu: “Dopo vent’anni decido di lasciare il calcio Femminile, anni stupendi dove abbiamo giocato in campi di mezza Italia dove ho conosciuto persone stupende. Ho fatto parte della consulta nazionale nella Divisione, mi è stato assegnato il “Premio Benemerenza Figc”. Unico rammarico? non aver visto riconoscere quei diritti che il calcio Femminile e le calciatrici meritano. Lascio senza polemiche e senza rimpianti e auguro a tutti i dirigenti del calcio femminile un buon lavoro. Non lascerò il calcio mi dedicherò al nostro settore giovanile con lo stesso entusiasmo che ho messo nel femminile.”