Il ritorno dello Spartak Nalchik

Dopo alcune stagioni decisamente complicate, che hanno segnato il fallimento e la conseguente ripartenza dalle leghe inferiori, lo Spartak Nalchik si appresta a calcare nuovamente palscoscenici di rilievo, con la partecipazione alla prossima edizione della FNL, il corrispettivo della nostra serie B. Durante la compilazione del calendario un punto interrogativo accompagnava il nome della squadra caucasica, mettendo paura ai tifosi e agli appassionati, ma alla fine la dirigenza è riuscita a ripianare tutti i debiti e a lasciare alle spalle un quadriennio terribile, per un club che una decina d’anni fa faceva la sua prima apparizione nella massima serie.

Tanti giocatori di indiscusso livello hanno negli anni vestito la casacca rosso fuoco dello Spartak: tra i portieri è giusto ricordare gli istrionici Friedrikson, Radic e Khomich, mentre per quanto riguarda i giocatori di movimento i nomi di rilievo sono diversi, con una fitta colonia georgiana che ha caratterizzato gli anni ai vertici del calcio russo. Tra questi ultimi spiccano Siradze, talentuosa mezzapunta, e Gogita Gogua, funambolico nanetto che tra il 2009 e il 2010 si fece conoscere dal grande pubblico. Oltre a loro, tanti atleti di valore: i rocciosi difensori Dzhudovic e Amisulashvili, il guerriero Mashukov, l’estroso Kalimullin, il corridore Leandro. Un gruppo che ha saputo salvarsi con grande regolarità e tranquillità dalla prima apparizione datata 2006, nonostante un budget decisamente esiguo. Merito, tra gli altri, di Yuri Krasnozhan, allenatore che ha fatto le fortune di questo club.

E non è un caso che con il suo addio i problemi, già esistenti, si siano acuiti: nel 2010 lo Spartak è addirittura stato in vetta per quasi un terzo di torneo, mancando per un’inezia l’Europa League, e in quelle stagioni ha trovato vittorie pesanti, anche in trasferta, sui campi di CSKA, Dinamo e Zenit (con un pirotecnico 4-3). Poi, però, il declino, iniziato con la prima edizione del campionato autunno-primavera. Nel 2011-2012, in un torneo durato un anno e mezzo, lo Spartak raccolse soltanto 24 punti in 44 partite, retrocedendo dopo sette anni.  Il primo campionato di B è stato quasi illusorio, con lo spareggio promozione perso con il Krylya, poi una stagione anonima e il fallimento, che ha portato alla cancellazione della squadra. Ma, come capita molto spesso in Russia, lo Spartak rappresentava l’intera regione della Kabardino-Balkaria, e tutti i tifosi del club si sono mossi per riavere il grande calcio nel loro piccolo stadio e sono riusciti a far ripartite il club dalla terza serie. Dopo due stagioni di purgatorio nel gruppo zonale del sud lo Spartak ha messo in fila tutti i propri avversari in una vera e propria moltitudine di derby, conquistando la promozione nella FNL che avrà inizio tra una decina di giorni.

Quali sono gli obiettivi attuali dello Spartak Nalchik? La promozione sembra molto dura con una rosa forse non adeguata alla lunga, ma la FNL è un campionato stranissimo perchè combina tutte le difficoltà caratteristiche di una serie cadetta alle criticità costanti russe, come la distanza e la varietà di culture e sfondi etnici. Tanti onesti mestieranti, calendari improponibili ed episodi controversi; un torneo durissimo sotto tutti i punti di vista. La notizia importante, per tutti gli appassionati, è in ogni caso una sola: lo Spartak Nalchik è tornato dove gli compete, nonostante quelli che volevano farlo fuori.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.