Milan, Brocchi: “Vincere sarebbe stupendo”

Intervenuto nella consueta conferenza stampa della vigilia, Cristian Brocchi, allenatore del Milan, ha presentato la finale di Coppa Italia che vedrà i rossoneri affrontare, domani sera, la Juventus.

Queste le sue dichiarazioni:

“Le assenze di Abate e Antonelli? Sono due assenze importantissime. Non ci danno alternative. Per questo è stato provato anche Romagnoli terzino. Abbiamo solo Calabria e De Sciglio e in caso di emergenza, sapremo come muoverci. Il discorso di Berlusconi? Gli è sempre stata riconosciuta la sua dote da grande motivatore ed è bello quando tutti riescono a sentire quello che ti dicono. Anche questa mattina c’è stato un grande discorso e le parole possono avere un effetto positivo. Il cambio di modulo? Mancando Bonaventura, non abbiamo avuto la possibilità di cambiare. Adesso che è tornato possiamo farlo. Domani spero che i giocatori diano il 110%. Lo stress da allenatore? L’ho sempre vissuto in maniera positiva da giocatore. Da allenatore hai altre pressioni, soprattutto dall’ambiente esterno. Non ho timore quando ho fatto il lavoro al 100%. Futuro? Conta solo la finale. Sarei felice di continuare al Milan. Ora, però, non è importante Brocchi, ma che la squadra si giochi bene la finale, Se non dovessi essere io l’allenatore dell’anno prossimo, avrò vissuto un’esperienza meravigliosa. Ci sono partite dove il risultato conta di più del gioco. Domani l’unica cosa che conta è dare filo da torcere alla Juve. Niang? Si è allenato con la squadra. Questa settimana ha proseguito nel suo lavoro, è stato fatto un piccolo miracolo da parte dell’area medica che ce l’ha messo a disposizione per la finale. É normale che non abbia i 90 minuti e non partirà titolare. Sicuramente ho nella mia testa di dargli la sua chance se ne avremo bisogno. Gigio? Ci ha dato dimostrazione nel tempo di non farsi fregare dall’emozione. Ha grande freddezza e serenità e nel talento di un giocatore c’è anche l’aspetto mentale. É un grande portiere e sa. La sfida con Allegri? Io sono carichissimo di mio, a prescindere da tutto. La vivo come se fossi ancora un giocatore dal punto di vista emotivo. Devo avere la lucidità di capire quali saranno, in partita, i momenti decisivi per frappormi ad un allenatore bravo e preparato come Allegri. Domani l’unico aspetto importante è la squadra, che ha la chance di dare una grande gioia ai tifosi e al club. La finale? Non mi aspettavo niente. É stato un periodo difficile, con tante difficoltà. In questo momento ci sono episodi che se ti girano bene, ti fanno svoltare dalla parte giusta. Non siamo stati aiutati dalla fortuna, sapevamo che sarebbe stato difficile. Per me è stata un’esperienza grandiosa, dove ho imparato tante cose: sia nella gestione campo sia in quella extra campo. Quale vigilia mi ricorda? Mi rievoca i pensieri di Lazio-Roma della finale di Coppa Italia, ma anche le altre vigilie dove ci si giocava un trofeo. Oggi, come nelle altre occasioni, non vedo l’ora che inizi la partita. I giocatori? Bisogna toccarli su altri punti, domani ogni singolo giocatore ha l’ultima possibilità di conquistarsi qualcosa. Chi è in scadenza si gioca molto, chi andrà via vuole portasi via un ultimo ricordo bello con questa società. Sul litigare con qualcuno? Se ne dicono tante. Non è vero niente nemmeno del ritiro, abbiamo deciso insieme cosa fare. La settimana di lavoro? É un momento difficile e sto mantenendo il mio equilibrio, ora siamo alla fine di questo breve percorso, la speranza è togliersi una soddisfazione grande, ci siamo allenati bene, non mi faccio fregare più da questo, perchè anche prima della Roma si erano allenati bene. Questa finale ha importanza per me e per i giocatori, tutti hanno qualcosa da poter tirare fuori. Vincere sarebbe qualcosa di stupendo, soprattutto per chi ha sofferto per il Milan in questi anni. In caso di successo non dobbiamo dire che la stagione è stata positiva, ma si dovrà lavorare per non ripetere certe situazioni che ti portano a giocarti all’ultimo qualcosa di importante. La Juventus? Tutte le squadre hanno dei difetti. Quelle forti sono quelle che ne hanno di meno e che hanno grande ferocia. La Juve le ha, con una mentalità vincente ha saputo ribaltare un inizio di stagione non facile. Ma se lotti, puoi arrivare a vincere. L’importanza della partita? Una squadra dovrebbe avere, a prescindere, la voglia di giocare la finale. Non capita tutti i giorni di conquistare una coppa e il fatto che ci siano state delle parole belle e importanti del presidente e l’udienza dal Papa fortificano questa voglia”.

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Apprezza ogni tipo di sport, anche se il suo vero amore è il calcio, di cui è appassionato. Tifa Milan ed è un fantacalcista convinto, cercando sempre di trovare il bicchiere mezzo pieno.