Russia, un finale di straordinaria bellezza

Molti campionati sono già chiusi ad inizio primavera, altri ancor prima di iniziare. In Russia invece, è ancora tutto aperto. E quando si parla di tutto, si intende davvero tutto. Soltanto tre squadre su sedici sono già con la testa alle vacanze (Rubin, Ural e Krylya Sovetov) e nessun verdetto è stato ancora stabilito. La straordinarietà di questa situazione sta nel fatto che tutto può ancora capovolgersi: il CSKA è primo, ma potrebbe trovarsi terzo senza Champions; l’Anzhi è ultimo ma potrebbe salvarsi senza play out.

Basterebbe questo per regalare motivi di interesse a un campionato che di per sè non ne avrebbe bisogno, vista la qualità degli interpreti, il livello tecnico-tattico e l’imprevedibilità. Nonostante ciò, il calendario ha voluto metterci lo zampino, sfornando una ventinovesima giornata (la penultima) di rara bellezza: escludendo la gara tra Krylya Sovetov e Rubin, che darà il via alle danze domenica pomeriggio, le altre sette sfide sono tutte scontri diretti per una determinata posizione di classifica (a parte Rostov-Ural, match comunque di infinitesimale importanza nella corsa al titolo).

La lotta per non retrocedere è probabilmente quella più accattivante, per numero di squadre coinvolte e di capovolgimenti di fronte avvenuti nelle ultime settimane: Kuban e Anzhi sembravano spacciate, eppure i clamorosi successi infrasettimanali sui campi di Lokomotiv e Rubin hanno riconsegnato fiducia ai due fanalini di coda, complici le battute d’arresto di Ufa, Dinamo e Mordovia, che hanno perso in casa contro le prime tre della classe. Kuban-Dinamo e Anzhi-Mordovia saranno due scontri all’ultimo sangue, con i padroni di casa avvantaggiati nonostante la classifica dica il contrario; questo per tre motivi: la sede dell’incontro, fattore più evidente ma forse meno rilevante, lo stato psicologico e l’abitudine a trovarsi in queste situazioni (totalmente sconosciuta alla Dinamo, ad esempio). A rischiare di più è la Dinamo, che poi ospiterà lo Zenit. Nell’ultima giornata impegni più agevoli per Kuban, in casa dell’Ural, e Anzhi, in casa del Krylya Sovetov. Decisivo anche l’esito del “derby” Amkar-Ufa, con i rossoneri forti di un buon vantaggio in classifica e desiderosi di chiudere definitivamente il discorso.

Anche la corsa all’Europa League è entusiasmante: la Lokomotiv ha perso tre gare di fila, mentre lo Spartak le ha vinte, scavalcando i Ferrovieri. Spartak-Terek è uno spareggio per il quinto posto, con gli uomini di Alenychev abbastanza favoriti. Per la squadra di Cherevchenko ormai invece sembrano davvero poche le chance di tornare a disputare la competizione europea, tenendo conto della complessa sfida in casa dello Zenit.

Per chiudere, non si può non trattare della corsa al titolo e alla Champions League. Dando per scontato che il Krasnodar più del playoff di Europa League non possa fare, lo Zenit è certo dei gironi di Europa League con qualsiasi posizione di classifica. Curioso il caso del Rostov: con sei punti avrebbe grosse probabilità di arrivare primo, in caso contrario sarebbe quasi sicuramente terzo; paradossalmente, sarebbe migliore la terza piazza rispetto alla seconda, che potrebbe precludere anche i gironi di Europa League, certi invece in caso di bronzo. Per la lotta al titolo, tagliato fuori lo Zenit che punta alla Champions, lo scontro decisivo pare essere CSKA-Krasnodar. Dovesse vincere quella partita, il CSKA avrebbe un match point alla portata in casa di un Rubin privo di alcuna motivazione.

Nel resto d’Europa i campionati sono già finiti da un pezzo, in Russia il bello deve ancora venire.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.